Caro B che stai tornando/3

Comunque sì: ho fatto bene a scrivergli, gli ho spiegato come mai lo avessi ricominciato a evitare e lui mi ha risposto, in modo sorprendentemente cordiale, quasi carino, concludendo con il proposito di bere un calice insieme di lì a poco.

Il primo maggio quindi ci siamo incontrati per sbaglio.
Io e un’amica eravamo al tavolino di un bar della piazza, al tavolino dietro mangiavano i ragazzi del paese che avevano organizzato il concertino di quel giorno, in un momento come un’altro lo sento arrivare, saluta quelli alle mie spalle e all’improvviso si materializza sulla sedia accanto alla mia.
Chiacchere, un po’ tese e inusuali, ma niente male.
Poi la serata prosegue, lui non vuole un secondo spritz o altro che il giorno dopo avrebbe lavorato e “io per principio al bar le cose analcoliche non le prendo!” perché il sussiego dei diciotto anni non tutti lo perdono con una decade in più, quindi ciao e me ne vado a ballare brilla sotto al palco dove un gruppo di cinquantenni matti rendeva la piazza ancora sciancata dal terremoto un posto più felice del solito.

Poi tu B mi hai fatto strippare, l’ennesima volta e ci siamo scritti mail tragiche, epiche, allucinate, che nel percorso tra Italia e Cina avranno provocato una corrente nauseante carica dell’odore di tutte queste stronzate che ci siamo sempre detti e io – demente – ho pensato che M fosse la persona giusta in quel momento con cui prendere un caffè e chiarirmi i pensieri.
Ero contenta di parlarci di nuovo, io non dimentico mai chi è stato famiglia.

Prendiamo quindi un caffè che poi era uno spritz, parliamo e mi sembrava vagamente infastidito che gli parlassi di te.
Mi chiedeva che tipo di rapporto avessimo, “seghe mentali e basta” rispondevo io.

Non gli piaceva parlare di qualcun altro evidentemente, old habits rendono cacapalle anche dopo ere a quanto pare.

Finiamo il bicchiere e le chiacchere e c’è un momento strano, ai saluti in piedi per strada, dove si avvicina più di quanto mi sarei aspettata.
Gli do un bacio sulla guancia, dico “A presto” e lui risponde “Immagino ci vedremo sabato al matrimonio”.
Ah beh, era il matrimonio di un mio quasi parente, ero io che non immaginavo ci avrei visto lui.

Il matrimonio è stato l’effettivo inizio di tutto B, ti racconterò.

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