Caro B che stai tornando/5

Mentre parlavo con Turbo, circondata da alcuni degli altri che ascoltavano (io credo) divertiti, M mi fissava con un mezzo sorriso inquietante.
Mi fissa
Mi fissa
Si vede che si trattiene
Poi
Sbotta:

– Ah, bella roba!
– Scusami..?
(Io sorriso ebete)

– No dico, bella roba le donne che descrivi, bah!, cosa ci sia di attraente poi non so!
– Beh ohi son gusti.. La donna spiccia ha un suo pubblico

Cercavo di tenerla leggera B, senza colpo ferire

– Non capisco cosa ci sia di bello, con la gente che descrivi io non ci passerei nemmeno cinque minuti

(Perché dopo tre ti avrebbero già giustamente rotto il naso)

– Beh vabè, tranquillo: mica ci devi passare del tempo se non vuoi..
– No quello di sicuro! Neanche morto, dico solo: bello schifo, non capisco che ci si dovrebbe stare a fare con donne del genere, che merda!

Non avevo descritto chissà quali tratti, non avevo fatto un comizio, mi ero limitata a raccontare brevemente le salienze delle mie amiche, calcando la mano sull’aspetto cazzuto (che non deve piacere a tutti) della donna rugbista.
Checcazzo, parlavo di minchiate!

Il mio tono B era calmo e stupito, il suo irritato, la voce quasi stridula e l’espressione guasta da matti.
A vedersi faceva un po’ schifo e un po’ tristezza, lui che avevo sempre trovato così bello da guardare era sgradevole e grottesco, il volto deformato e ridicolo.
Per cosa poi??
Bah.

Gli amici attorno – che da quando abito via sono più suoi che miei – se mentre parlavo io ridacchiavano e commentavano e annuivano, si erano fatti silenziosi e quasi imbarazzati.

Era riuscito a creare del disagio in due minuti e non voleva fermarsi, cosa che avrei pure apprezzato se fosse stato il momento giusto ma si era lì a scherzare aspettando il secondo B, che bisogno c’era?
E non mi sento nemmeno responsabile per la “provocazione”, perché è stato del tutto ridicolo reagire in quel modo.

Anyway, si era fatto un po’ di gelo.
Lo sai che non mi piace essere attaccata e, nonostante tutti mi taccino di impulsività, ho mantenuto il sorriso migliore, piombato il bicchiere quasi pieno che avevo in mano con la nonchalance di un lavandino e mi sono alzata:

“Ops, ho finito il vino, vado in cerca di un refill, a dopo!”.

B, tu non mi conosci poi così bene, per come è andata avanti la serata mi avresti immaginata a placcare alto e tagliare teste, dare risposte taglienti e lapidarie uscendone senza un graffio ma io non sono così: quando qualcuno che ho amato – che sia stato in un tempo remoto e passato non importa – mi tratta di merda, io accuso il colpo.

E sono felice, a dispetto di tutto lo schifo che c’è stato con M, di esserne ancora capace.

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