Caro B che stai tornando/6

La festa era solo a metà B, Elle e Ale ronzavano sorridenti da un tavolo all’altro, il vociare era allegro e tutti iniziavamo a essere decisamente ubriachi di cibo e di vino.

Per il resto della serata ho evitato M: mi era bastata la conferma del fatto che ce l’avesse con me, non volevo problemi.

Ma le pietanze non riuscivano ad arginare il livello alcolico, poi lo sai che io non posso mangiare granché quando sono fuori casa e le verdure grigliate non sono grandi alleate quando si parla di fare da diga tra i brindisi e la lucidità.

Il sole era calato da ormai qualche ora che, finita la cena, parte del grande gazebo bianco era stato adibito a pista da ballo e ci eravamo radunati attorno alla consolle in esempi molto divertenti di come un corso di danza al momento giusto della vita, avrebbe potuto renderci nel futuro individui meno imbarazzanti per loro stessi.

Ballavo con chi capitava: amici che non vedo mai, amiche che idem, sposo, sposa, parenti, sconosciuti, poi trenino – una di quelle cose che da sobri snobbiamo tutti – all’infinito.
Peppeppeppepè,
peppeppeppepè
etc.

Il trenino arriva a destinazione a fine canzone, sollevo il viso ormai sudaticcio e mi trovo esattamente, inevitabilmente di fronte a M.
M mi guarda serio, solleva le sopracciglia e non dice una parola.
Nessun problema!, ormai biascico io per tutti!

– Dai, fammi compagnia a fumare una scigaretta

Annuisce, mi segue

Usciamo dal gazebo sul prato, allo stesso tavolino di cui sopra, sediamo lui su una sedia io sul prato, cerco una sigaretta ma non la trovo e in silenzio me ne porge il pacchetto e non ricordo cos’ho detto, non esattamente ma dev’essere stata una cosa del tipo “Te sei sempre un po’ strano”.
Ricordo che – stolta – sorridevo, pensavo – il vino pensava – che il momento di prima fosse finito.

– Te sei sempre un po’ strano
-…

Pausa.
M si agita sulla sedia, mi guarda per un momento di nuovo con la faccia pesantemente schifata, io non afferro subito quello che mi dice:

– Ma sai che a me non me ne frega un cazzo di stare qua a parlare con te?!
Infatti non so neanche cosa ci sto a fare

e mentre lo dice prende e se ne va.
Così, dal nulla, come gli avessi offeso la famiglia, in uno spazio di due secondi.
Stavo ancora accendendo la sigaretta.

Anche a ripensarci ora B, mi viene una sensazione fastidiosa nel petto, pensa a come mi sono sentita in quel momento che ero stanca, sbronza e felice.
Sarò io una pastina, una sfigata, non lo so, sarà che mi ha presa alla sprovvista.
Seduta nel prato ho
acceso la sigaretta
dato due boccate
pianto.

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