Consigli non richiesti

Io nelle questioni relazionali faccio schifo.
Ma schifo-schifo.
Schifo hardcore.

Proprio per questo ho collezionato una serie di lamentele, recriminazioni, osservazioni, commenti (alle volte pure lusinghieri, tipo:
“Come fai a essere così stronza?”
“Dai smettila, così mi fai arrossire”)
da permettermi di identificare in buona parte quelli che sono i problemi ricorrenti.
Almeno, di alcuni.
Facciamo di parecchi: io non sarò un genio, ma gli esseri umani sono mooolto meno originali di quanto amino credere.

Svilupperò quindi, nei paragrafi a seguire, pratiche linee guida ad agevole uso e consumo di nessuno perché alla fine ognuno fa il cazzo che gli pare ed è anche giusto così altrimenti i blog di lamentele cosa li apriremmo a fare:

1- Mai svalutarsi: questa cosa non posso smettere di ripeterla.
Bisogna piantarla di autocommiserarsi e considerarsi uno scarto umano: come ci vediamo noi è – nella maggior parte dei casi – come ci proponiamo al resto del mondo.
Se si fa credere agli altri di valere due spiccioli, nella migliore delle ipotesi saran due spiccioli che si tireranno su, nella peggiore si incappa in qualcuno che tirerà comunque sul prezzo.

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E chi pensa veramente di valere poco, impari almeno a fingere che non sia così.
(Funziona anche per scroccare da bere).

2- Sorridere: la vita di ognuno contiene già una quantità di tristezza e nervoso presenti di default sufficienti, dopo i sedici anni espressione truce e contegno mesto perdono completamente il già scarso fascino che potevano aver avuto fino a quel momento.
Non dico di entrare in scena quotidianamente sulle note di Mambo N.5 ma insomma, stare sereni.
(Anche questo funziona pure per scroccare da bere).

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E lavarsi sempre i denti.

3- Non tirare a indovinare: grande classico dell’inizio del disastro tra due persone.
Magari ci si vede da poco, magari non ci si conosce bene e scatta all’improvviso quel meccanismo infame per cui il piacere di approfondire la personalità dell’altro viene superato dalla maledetta mania di far congetture.
Sono
sempre
sbagliate.

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(Tratto da una storia vera)

Respirare profondamente e fare pace con il cervello, oltre che con il partner.

4- Evitare di assorbire la personalità dell’altro: se quando siete conosciuti lui ti ascoltava parlare per ore di quello che avevi letto e fatto durante la giornata e tu seguivi con la suspance riservata ai colpi di scena di Grey’s Anatomy i racconti delle sue immersioni nella piscina comunale per prendere il brevetto di sub
questo
non
significa
che
lui si debba leggere tutti i libri che hai amato o che tu debba passare serate su spalti che puzzano di cloro fotografando chiazze scure semoventi sotto il pelo dell’acqua.
A meno che la cosa non esalti sinceramente entrambi, naturalmente, ma in ogni caso è bene mantenere intatta la propria personalità, anche perché è di quella che l’altro si è preso bene.
Altrimenti non avrete più nulla da raccontarvi, uno inizierà a dare la colpa all’altro di non avere un minuto di autonomia ecc ecc ecc.

5- Dire espressamente quello che si intende dire: così si rischia anche meno di incappare nella problematica del p.to 3

6- Niente ripicche: quando qualcuno fa girare le palle una ripicca non è mai pedagogica, da solo il via a un’altra risposta, generalmente ostile.
Alcuni quadri possibili dopo una ripicca:

– Perché hai fatto così?
– Perché tu prima hai fatto colà
– E non potevi dirmelo?
– Tanto non avresti capito

Se pensate che l’altro sia un ritardato, cambiate partner.

– *dispetto di ripicca*
– *altro dispetto di ripicca*
etc
– sei una merda
– no tu sei una merda

Se pensate che l’altro sia una merda, cambiate partner.

– *ripicca*
– *silenzio*

– ciao, come va
– bene
– ci vediamo?
– no

Se vi aspettate che i dialoghi anoressici post-ripicca terminino perché l’altro potrebbe aver imparato magicamente a leggervi nel pensiero, tornate al p.to 5 o cambiate partner.

7- Non mentire/omettere: tanto salta fuori.
E anche non saltasse fuori, cazzo c’è di bello ad avere a che fare con qualcuno senza potergli dire la verità?

Se uscite con qualcuno con cui non vi sentite tranquilli a parlare forse è meglio tornare a rimpinzarsi di schifezze davanti alla tv o ad ubriacarsi con gli amici.
(Nota personale: spenderei meno a comprarmi una tv)

(continua…)

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37 thoughts on “Consigli non richiesti

  1. In realtà son più o meno tutte legate. Violare la 5, per esempio, foraggia la violazione di 3, 4 e 7; ma discende in prevalenza dall’inosservanza di 1. E cagiona l’infrazione di 6. E anche di 2 (che però è anche direttamente legata a 1: se non ti stimi di norma non sorridi; e se lo fai i tuoi sorrisi sono stereotipati, idioti e un po’ disperati, per cui son quasi meno peggio i musi).
    Però, che maniera efficace di distinguerle, elencarle ed esaminarle, ‘ste regole. Che prima ancora che un prontuario per stare bene in coppia servono a star bene e punto.
    E ti sei messa pure a fare i disegnini! ^_^

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      • Uscire a bersi una birra o farsi le confidenze su come scopano i loro ragazzi non è frequentare donne. Concedimi almeno questo. Sul resto non giudico. Ma da quello che scrivi a te basta l’uomo che segue una palla che non rotola. L’ho già detto? Ma si mi piace questa frase. La ripeto.

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      • Lo so lo so, ma condividere spazi forzatamente e convivere a svariati livelli da una buona visione del genere femminile in tutto il suo splendore.
        È la dipendenza dalla palla ovale genera solo problemi, in campo sentimentale.
        In tutto il resto è una cosa bellissima.

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      • Converrai con me che “bellissimo” è soggettivo. E non devi convincermi, tanto non ci riuscirai mai. Un uomo che corre appresso a una palla è un bambino che si maschera da adulto. E le donne ci cascano.

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      • “Un uomo che corre appresso a una palla”, che definizione limitativa.
        E poi, anche volendo riassumere nel peggiore dei modi possibili, sarebbero più 29 uomini – o donne -, chi per un motivo o per l’altro a correre appresso a chi porta la palla.

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      • Certo. Quando le cose si guardano per quello che sono, è sempre limitativo. Il limite è quello che ci mette la tua voglia di credere che sia altro. Ma su questo non mi impiccio. Solamente ti chiedo di non vendermi sassi per diamanti. E poi andremo d’accordo. A me non devi nessuna spiegazione sulle tue scelte. (ricordarti sempre che no so gestire i toni, ma sorrido).

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      • Qualunque opera d’arte non è che un disegno, un sasso limato o cose del genere, ma muovono i sentimenti.
        Io mi sento come tu scrivi generalmente quando mi ammazzo di canne (e non mi piace granché).
        Io ora non sorrido ma solo perché non sto digerendo.

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  2. Eh ma così togli tutto il divertimento.
    No, ok.
    Su svariati punti hai ragione.
    Però io “sei una merda” non smetterei di dirlo neanche per tutto l’oro del mondo.
    Gli insulti tengono alto il morale di una coppia.
    Ci stanno.
    Vanno usati con cautela, ma ci stanno.

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  3. Uhhhhhhhhhhhhhh quanto hai ragione!!! In gioventù ho ampiamente peccato con la 1/3/4/5/6/7…
    poi ho risolto la 1, potenziato la 2 et voilà! Ho smesso di attirare e sentirmi attirata da uomini con i quali poi si generavano a catena la 4/5/6/7.
    Bravissima, Tazza, visto che la teoria la conosci a puntino, ora non ti resta che passare alla pratica
    😉

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