Quanto mi girano i coglioni

Nella mia personalissima esperienza non è il sonno della ragione a generare mostri: è il Veneto.

Analfabeti, leghisti, rugbisti e P.

Ho mandato gli screen della lite di ieri a Zia Gnocca e ha preso le difese di P – cuore di mamma – perché come Cuginetta, ha la maturità.  

 

No: non è un ’96, è che per tre motivi circa smise di andare a scuola – a metà della quinta e “con una media di tutto rispetto” diceva di lui 7 – per iniziare a lavorare e anche perché ha la testa dura come una colonna di tufo.

Dopo l’ennesimo molla della saga, non mi sono voluta imporre di non vederlo più per non dimenticare quanto sia coglione e quindi non ricaderci di faccia e sentimenti.

Funziona.

Comunque, lui si è sempre battuto le palle di essere rispettoso delle mie esigenze, tempistiche cazzi e ammazzi, troppo occupato a parlare di bicipiti con quei ritardati dei suoi amici.

Quindi 

caz

so.


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40 thoughts on “Quanto mi girano i coglioni

  1. Quanto ho letto che ha la maturità per un attimo m’è venuto male, mi sono sentita vecchia (oh, son dieci anni che ho passato la maturità!) e volevo andare a nascondermi.
    Comunque si’, potentissimi sticazzi. Assolutamente sticazzi. E confort food.

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  2. scusa se mi permetto, sono arrivata a te da Eretica, dunque ritengo che non biasimerai il mio commento,
    ma ti sembra una persona per cui sbatterti sto P? sei una ragazza in gamba, studi e poi ti perdi dietro un energumeno palestrato che neanche ha studiato ?
    fossi in te guarderei qualche nerd che ti gira intorno…che magari avrà pure un conversazione più stimolante.
    poi oh! so scelte.
    ciao

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    • Tranquilla, ogni commento è lecito 🙂

      P è una delle persone con più interessi e conoscenze che conosca. Al massimo pecca di poca costanza su alcuni argomenti (non ha effettivamente imparato l’arabo dall’app che aveva scaricato, ma nel dubbio si è comunque letto il Corano).
      Ho la casa piena di libri suoi, visto che son bannata per un po’ dalla biblioteca, legge di continuo, ha conoscenze random su argomenti che non diresti mai perché si perde a guardare documentari e ha il culo immenso di una memoria incredibile.
      Poi gli piacciono un sacco di cose che piacciono anche a me: aneddoti militari, storici, curiosità sulla chimica.
      Pure la sua ex fa medicina e si è letto il nostro libro di neurofisiologia, così tanto per fare.
      A conti fatti, P è esponenzialmente più in gamba di me, ha il difettone – secondo la mia analisi che non trovo scorretta – di essersi chiuso particolarmente quando ha mollato la scuola e di aver cementato la convinzione che esista solo il suo modo di vedere il mondo. Il confronto lo irrita, probabilmente per una serie di ragioni lo fa sentire in difetto.
      Nonostante il suo lavoro gli piaccia poi, pensa pure di fare l’università e io conosco la vita da fornaio (anche i miei lo erano) e non è per niente facile.
      La palestra – dove secondo me esagera – lo fa sentire bene e gli piace, ha un solo giorno libero a settimana (la domenica, ma poi va a letto e si alza la notte successiva quindi non è che sia una gran bazza) e riesce comunque a fare un sacco di cose nonostante lavori tanto.

      Scusa il pippone ma con quanto dico su a P, ogni tanto ci sta anche rendergli giustizia, comunque il cliché del “neanche ha studiato” ha due grandi limiti:

      il primo è che conosco molte persone che non hanno studiato per iniziare a lavorare – chi per necessità, chi per uno scarso amore per i libri – ma sono in gamba, aggiornate ed intelligenti (e sanno aggiustare tutto in casa)

      il secondo, molto più frequente, è che conosco un mucchio di gente che – pur avendo studiato – non vale una sega.

      La tua è stata un’osservazione un po’ superficiale, secondo me

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      • Ehi, ma è interessantissimo costui! Una sorta di factotum, per giunta musone e presuntuoso, wow. Quanto al titolo di studio, concordo, non vuol dire granché. Ho sentito più atrocità grammaticali tra i laureati e laureandi che tra i semi-analfabeti. Nel secondo caso le giustifico, nel primo no.

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      • certo, sono molto superficiale, del resto non conosco te, ne la saga del P
        ma trovo, dopo quanto da te scritto, che davvero, ma che stupida…un uomo con tutte ste qualità non può che essere imperdibile.
        forse ho creduto di vederti da Eretica, magari eri solo di passaggio.buon tutto

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      • Leggo volentieri Eretica, non capisco la relazione con quello che scrivo io però.
        E lui non è un uomo “imperdibile”, è uno con dei numeri e la sciocchezza del “non ha studiato” non lo rappresenta, ammesso che sia appropriato come sistema di classificazione per chicchessia, ciao ciao

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      • Guardi, non si affanni a cercare relazioni di sorta nelle affermazioni della signorina S. È un consiglio da estranea. I nessi, molto semplicemente, non ci sono. C’è una sequenza di scoppi emotivi. La chiamano ciclotimia.

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      • Definirla faida mi sembra eccessivo. È stato, più modestamente, un pubblico contrasto tra due persone che hanno ben poco in comune. Esacerbato dall’intolleranza.

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      • L’interessante lettura di ieri sull’origine del blog si è incrociata con le considerazioni di Umberto Eco. All’inizio era concepito come una sorta di giornale di bordo, da cui il nome, poi ha preso altre vie. Quello che afferma Umberto Eco ha un fondo di verità, ma temo che il problema non sia il blog ma il comportamento di chi c’è dietro e dentro. Il blog in sé ha una potenzialità espressiva notevole e positiva. L’accezione negativa, che poi è quella che mi ha indotta a non volerne uno mio, è data dalle dinamiche interattive: ai miei occhi, incomprensibili. Mi sono soffermata parecchio su questo aspetto, frequentando anche blog che ritenevo deprecabili, manco a dirlo frequentatissimi, proprio per capire cosa ci trova certa gente. Credo che la possibilità di “sfogarsi” c’entri molto: i più indiavolati e trasgressivi, quelli che amano definirsi “matti” ora me li immagino solitamente bovini e repressi nella vita di tutti i giorni, un po’ come la Huppert de La pianista. Il blog gli serve per mostrare quello che vorrebbero essere nella realtà, ma non possono nella vita di tutti i giorni. Non gliene frega niente di chi sei o cosa pensi, l’unica cosa che gli interessa è che gli confermi l’esistenza di quello che vogliono vedere di se stessi. Per quello, se non ti presti, ti bannano o ti cancellano i commenti. Oggi come oggi, posso dire con assoluta certezza che il livello dei commenti consentiti nei blog riflette la qualità della conversazione di chi gestisce il blog. La qualità della conversazione è parecchio scarsa e anche la qualità degli argomenti, nella maggior parte di essi. Credo che Eco alludesse a questo. Come al solito si sono soffermati solo sull’insulto in sé, senza andare oltre.

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      • Ci può stare come analisi, non mi sono mai fermata molto a pensarci, a me il blog serve perché scrivere mi tranquillizza e il fatto di avere destinatari – ipotetici, sconosciuti o incerti – lo rende un “comunicare” le proprie paturnie, non solo depositarle da qualche parte.
        Però è vero che ci sono persone, anche se son più tipi da social di solito, che cercano la conferma del proprio personaggio.
        Li immagino come sfigatoni che nella realtà non riescono ad ottenere affermazione sociale ma insomma: ognuno ha i propri problemi ed è meschino giudicare a priori, secondo me.
        Eco non mi ha mai fatta impazzire quindi non ho letto l’intervista, ma il concetto estrapolato per me è più applicabile in campo scientifico che altro.
        Citando imprecisamente Aasimov o chi per lui: l’anti intellettualismo come costante tarlo ha diffuso l’idea che democrazia significhi che la nostra ignoranza valga quanto l’altrui conoscenza.
        Per le questioni umane non esprimo pareri: non ne ho e non mi interessano.

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      • Ha tirato fuori un punto che approfondirò. È sicura che quella con gli estranei sia comunicazione? Io credo possa essere solo uno scambio di informazioni pratiche. Bisogna avere qualcosa in comune per comunicare con qualcuno. Altrimenti ci si parla addosso a vuoto o si compie un banale rito sociale privo di spessore.

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      • Beh sì, poi la comunicazione è fatta di tantissime cose e dipende cosa ci si aspetta, ma se fosse impossibile comunicazione tra estranei, nessun libro verrebbe mai letto..

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      • P.S. I social non li frequento. Li reputo abominevoli. Seguo gli aggiornamenti, ma i commenti mi rifiuto di leggerli. Uno che si presta a scrivere i commenti su Facebook o Twitter è un deficiente. L’opinione dei deficienti non mi interessa.

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      • Io spesso commento e non mi reputo deficiente – anzi, mi trovo dotata di un’intelligenza per alcuni aspetti vivace -, molte persone di indiscussa efficienza mentale commentano su FB, quindi mi pare un’unità di misura un po’ accazzo di cane

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  3. Ok…forse non ho letto tutti i capitoli passati della storia, ma accidenti.. P non me lo ero immaginato palestrato (“ma pensati” #1). P non me lo aspettavo mio conterraneo (“ma pensati” #2)..la cosa della maturità .. “ma pensati” #3!
    Però stima stima stima per il tuo non esserti imposta di non vederlo più e soprattutto la motivazione dietro! Stima

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      • Mi verrebbe da dirti che forse come tutte le imposizioni funzionano se sono cose di cui poi ti convinci che siano effettivamente meglio per te. Altrimenti .. durano magari finché non ti senti di comportarti diversamente, no? Ma mi è piaciuto molto lo spirito e la motivazione con cui te lo sei proposta. L’ho cmq trovata intelligente

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      • Eh, il male minore 😅 comunque sta funzionando anche ora in tempo reale: è qua che mi dice che non scopa in giro per “mancanza di tempo e possibilità” ma che nessuno vieta a me di farlo.
        Cristo, che idiota.

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  4. A me P di base piace, te l’ho sempre detto. Mi sembra un ragazzo in gamba e sono contenta di aver letto qualcosa in più su di lui nella tua risposta a un precedente commento.
    Poi se siate adatti a stare insieme non so, forse lo vedrai col tempo. 😊
    Ma fai medicina tu? Non l’avevo capito. Infinita stima per te.👍

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    • Anche a me P piace, poi siamo troppo simili nei difetti come dico sempre quindi non lo so nemmeno io, magari ci passa la chimica un giorno e la finiamo con le sciocchezze, boh..

      Grazie per la stima ma è immeritata: per anni non ho concluso nulla (stavo sempre male e non capivo perché) quindi alternavo lavoretti a nulla a rarissimi esami, al momento sto preparando cose che avrei dovuto fare all’anno d’iscrizione di Rita Levi Montalcini praticamente.
      Ma si fa quel che si può, i miei pur senza capire cos’avessi o come farmi stare meglio non mi hanno mai permesso di mollare (hanno continuato a pagare insomma) e penso di dover essere molto grata per questo.
      È una facoltà simpatica, impegnativa ma bella.

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  5. Molto saggia la tua scelta, in effetti il motivo mi sembra piú che ragionevole u.u
    Ah e comunque anche io studio medicina, e tra i miei colleghi ci sono certi beceri coglioni che neanche nella curva degli ultrà.

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