Sgrunf.

Ultimamente sono stata un po’ assente, non so se qualcuno – al di là del mio coinquilino turco – se ne sia accorto. 

A vivere con stranieri si diventa razzisti. Ho abitato con turchi, iraniani, pugliesi, trentini, veneti e romani (anche romagnoli ma loro sono cugini), quindi lo so bene. 

Fuori dal finestrino c’è un’alba delicata che tinge di rosa il sotto delle nuvole. 

Alla fine – cagatissima addosso – ma no: non è lupus. 

E quindi, che cazzo è? 

Ma ora, con l’holter da fare perché non mi hanno dato l’idoneità sportiva è una stampellina da usare – perché essere zoppa solo metaforicamente non basta – sono sanitaria mente abbastanza impegnata per capire quale sia la mia connettivite.

A piccola alba se la sono mangiata nuvoloni grigi. Peccato. 

Però per strada ci sono un sacco di gru e quelle mi rallegrano sempre, come del resto B

Ma anche i vecchi amici fanno la loro parte: sabato revival di robe di dieci anni fa che mi ci è voluta tutt’a domenica per riprendermi.

Mai più. 

L’alba è lì che sgomita e se non fosse per ‘sto manto cupo sarebbe pieno sole ma va bene lo stesso: dopo tanti giorni senza vederlo nemmeno di sfuggita, il cielo – a piccoli pezzi – per brevi momenti ricompare ed è un’intrigante trasparenza.  

 Tanto adesso vado in ospedale, quindi sticazzi del cielo.

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13 pensieri su “Sgrunf.

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