Bigino d’orientamento per le donne che subiscono violenza e vogliono scegliere i regali di Natale

Donne che subiscono violenza, smettetela.  

C’è una buona quota di voi – non saprei però dire la percentuale – che si sente quasi inorgoglita, più femmina a prenderle dal proprio uomo. 

Beh, fatevela passare: è solo l’inizio e sarà sempre peggio. Un uomo che mena la propria donna non esiste, non è un uomo, è un coglione senza palle che vuole un punchingball semovente su cui sfogare le proprie ridicole frustrazioni. 

Volete vedere quanto è uomo quella sega che c’avete in casa?

Per Natale regalategli un regolamento di conti con la mafia rumena, così vedrete di quante palle sia evidentemente dotato o quante eventualmente gliene saranno rimaste poi.

Donne che subiscono violenza, non è un incidente e non lo è mai stato. 

Anche fosse che gli avete arso la camicia preferita, incidentato l’auto, infortunato la madre, dato un calcio nei coglioni tutto nello stesso quarto d’ora, il fatto che chiunque ritenga un atteggiamento di legittimo sfogo menare qualcun altro, si chiama stronzo di merda è quello che fa – violenza – non va per niente bene.

Vi sarà capitato di sentirvi in colpa, di dirvi che in fondo lo sapete di essere delle gran rompicoglioni, con ‘sta mania di mettervi poi in linea d’aria con le sue mani quando è arrabbiato solo per cercare di farlo sentire una merda dopo. È vero: siete una palla al piede, allora per Natale regalategli una buona dosa di Caz Tua e prendete e andatevene, lasciatelo immerso nell’affascinante sfida di non avere altri da seviziare se non se stesso. 

Donne che subiscono violenza, non cambierà. 

Non migliorerà. 

Non imparerà a mettersi nei vostri panni, specie perché vi disprezza abbastanza da corcarvi di mazzate e quei panni gli fanno schifo quanto gli fate schifo voi. 

Gli andate bene esattamente in funzione di quello che siete ora, ma non sa quello che si perde impedendo al vostro rapporto qualunque evoluzione possibile. 

Per Natale regalategli uno scambio di ruoli: aspettate che si addormenti e svegliatelo a colpi di padella sul cranio. 

Vi sono stati regalati tanti schiaffi sulle orecchie che c’avete gli acufeni? 

Ma sedategli la minestrina e quando è steso regalategli una simulazione ISIS: riempite le sue orecchie di petardi e fatelo detonare. 

Donne che subiscono violenza, posto che lui deve morire male, voi dovete trovare la voglia di uscirne. Per voi, per eventuali sfigatissimi figli, per chi vi vuole bene, perché il viola sopra gli occhi non è poi che doni molto, perché gli anni passano e riossificare le fratture diventa sempre più snervante per il vostro organismo, perché la persona che volevate diventare da ragazzine sarebbe sconvolta di vedervi così. 

Donne che subiscono violenza, per Natale regalatevi il sostegno che vi serve, tanto la cosa dei petardi siete in tempo per farla pure a capodanno.

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22 thoughts on “Bigino d’orientamento per le donne che subiscono violenza e vogliono scegliere i regali di Natale

  1. Sì, tutto vero, tutto giusto…temo però che a volte non sia proprio semplicissimo uscire da certe situazioni. Forse anche i “vicini” (in senso lato, ma anche in senso fisico) potrebbero/dovrebbero non voltarsi dall’altra parte, non pensare “ma in fondo non sono cazzi miei” e denunciare. Perché a volte penso che le vittime siano anche le persone più esposte e meno capaci di difendersi

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    • Assolutamente.

      Nella mia esperienza non posso comunque non notare che queste mezze seghe di maschi, non cercano di farsela con chi non è una preda facile.

      Posto che non essere capaci di difendersi non è una colpa perché non dovrebbe esserci nessuno che si sente in diritto di farti nel male, siamo nel mondo reale: bisogna provarci, a riprendersi.

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      • Purtroppo c’è tanta gente che non sta bene…la cosa più allucinante poi è che sembra che la stragrande maggioranza è stata a sua volta vittima o spettatore di violenza nell’infanzia. Quanto male possiamo fare…e che responsabilità che abbiamo anche senza saperlo

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      • Ma infatti mi son sempre chiesta quando finisce la colpa e inizia il dolo.
        In questo caso penso che la risposta sia: inizia con i lividi altrui.
        Può capitare di sbagliare, ma quando vedi i risultati sulla pelle degli altri o cerchi aiuto o diventi responsabile.

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  2. Davvero divertente, questo post. Non quello che ne è all’origine e le ha fornito lo spunto per trattare con leggerezza un argomento pesante, ovviamente, tutt’altro che divertente. Tre cose in particolare hanno colpito, destando la mia ammirazione per la fantasia dimostrata: la prima, l’elenco delle mancanze in un quarto d’ora, potenziali pretesti per reazioni spropositate e deprecabili. La seconda, l’immagine della se stessa di oggi disprezzata dalla se stessa ragazzina, molto efficace. Infine gli acufeni, che mi stanno dando il tormento da qualche tempo. Pensavo fosse la pressione, ma non è così. Ora scopro che potrebbero entrarci i fischi del marito. Senta, mio marito non mi ha mai fischiato dietro, e manco nelle orecchie. A casa c’è un fischietto, trovato anni fa dentro l’uovo di Pasqua, ma dubito che lui sappia dov’è. Però da bambino ne aveva ingoiato uno, aspirandolo invece che soffiandoci dentro. Dice che i miei acufeni potrebbero dipendere da quello?

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    • Lol, ho sbagliato a scrivere: avrei dovuto mettere “schiaffi” al posto di “fischi”. Il post era pieno di erroracci perché l’ho scritto in bus dal cellulare, senza rileggere, ora dovrebbe essere corretto.
      Sono contenta che le piaccia, Silvan: non è così scontato ricevere la sua approvazione 🙂

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      • Stia tranquilla, so per esperienza personale che questi così elettronici fanno spesso tutto da soli, col risultato di far sembrare analfabeta chiunque. Il suo modo di scrivere è molto divertente.

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      • Beh in un certo senso è umano: la cultura del “machismo” (che non so come si scrive) è un dato di fatto esistente.
        Beh anche in alcuni drammoni hollywoodiani c’era lo schiaffone “pedagogico”.

        Ma ti dirò: non facciamo di tutti gli schiaffi un fascio perché ci sono rapporti in cui la fisicità ha un’accezione condivisa a sé ma perché i rapporti di forza sono basati su altro.

        Forse è un po’ quello il discrimine, se consideri che c’è anche gente che si mena mentre fa l’amore.

        In fondo penso sia solo una questione di consapevolezza e di reciprocità, cose che finiscono quando inizia la violenza

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