Quando il gioco si fa duro

gli amici di sempre sanno chi sei – nel bene e nel male – e ti cazziano e ti rassicurano che certe cose non cambiano, nonostante sia tutto diverso
Ve e Lu sempre lì, anche da altrove

gli amici storici che prima di loro nemmeno sai cosa ci fosse ti ascoltano e ti raccontano e ti paccano e ti scrivono e ti cercano e ti consolano e ti mancano
poi ti ritrovano
sempre
Cu su tutti

le amiche di anni ti guardano stupite e ti parlano e ti chiedono e nonostante qualche parola non salti fuori quando serve
capiscono e cambiano argomento
Te e Ju e e le altre

gli amici di una casa nuova ti salvano nelle sere in cui rischi di annegare nel vomito e nei pensieri
maledetti, inaspettati e forse involontari, non so se potrò ricambiarli mai
En e F, che storia!

gli amici che non sapevi di avere li incroci per caso e bevi due birre
ti ricordano che c’è sempre un avanti anche quando non sembra
chiedono e ti chiedi come possa interessargli
chiedi e ritrovi in loro le stesse domande e alcune risposte
e una pace mista tra bicchieri, continenti e pensieri
“fatti sentire, ci rivediamo” e “you miss me, admit it!”
inaspettati Em ed

lo fanno tutti i giorni
o a turno
o tutti insieme come nelle ultime quarantott’ore
nonostante la mia “faccia da stronza”
l’involontario bullismo
l’alternata latitanza
“che sei ‘na femmina non so abituato”
sono fortunata, tanto

grazie.

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2 thoughts on “Quando il gioco si fa duro

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