Com’è stato – 1

En, coinquilino fissato con i Lego che per anni sei stato rappresentante degli studenti,  non è che mi daresti una mano a completare il piano di studi che avrei dovuto finire nel Basso Medioevo?

Sì certo Tazza, vediamo: lettura della ECG, RCP, Cancer Biology, questo sulla medicina di genere dove sono richiesti “sensibilità, empatia e ascolto”…

Nonono du palle vanno benissimo la rianimazione e il cancro in inglese.

‘Sta cosa è iniziata così, alla cazzo di cane come mio solito.

Il secondo giorno di corso – perché il primo stavo male – mi presento là.

“Vabè chissà che è, magari se non mi interessa poi nemmeno vengo più che starei pure studiando altro, poi in inglese ma chiccazzomel’haffattofare..”.

Entro, nell’aula
quattro persone mi guardano interdette e un signore alto e sorridente dall’aria affabile, seduto al computer si gira verso di me: “Oh, una nuova arrivata, prego sit down“.

“Oddio, in inglese Tazza, INGLESE SCIENTIFICO quattro ore al giorno e tu quello che sai lo hai imparato da telefilm dove parlano di vestiti e scopate, ma perché??”

e da questo pensiero
formulato a ripetizione con un’espressione assente stampata in faccia
senza accorgermene
mi sono trovata rapita da un eloquio perfetto e trainante
di un individuo capace di rendere complesse descrizioni, astruse e impenetrabili
fluide trame di un quadro unitario
e qualunque concetto, incredibilmente tecnico e accurato
il più coinvolgente dei colpi di scena.

 

 

Ho smesso di piangere!

Ok ok, momento trauma finito!

D’accordo: tendo all’esagerazione, sempre quando si tratta di emozioni perché son cose che non so gestire tanto bene – e probabilmente la mia serotonina non è che sia proprio mai stata al top – ma mi è capitata un’esperienza d’una figaggine incredibile

anche se tutti i miei amici non ne possono più di sentirmi parlarne
anche se adesso ho altre cose da fare e devo smettere di pensarci

anche se da un lato mi spiace tanto che sia finita, va là che si è conclusa perché per tornare ad avere a che fare con quell’universo, devo prima finire gli esami.

Comunque, la cosa che mi ha assorbita così tanto e mi ha lasciata del tutto rapita, sono state delle lezioni.

Mi ci sono iscritta per caso, mi servivano crediti e magari un esame in lingua che potesse star bene nel libretto dato che son fuori corso più che la lira.
Questa scelta random si è tradotta in un intensa sessione quotidiana – dal lunedì al venerdì – per due settimane di quattro ore in lingua inglese con un professore che definire cazzutissimo è poco, trattando un argomento effettivamente complicato ma affrontato con una tale capacità di spiegarsi e coinvolgere che, se gli esami precedenti su questi aspetti della medicina mi erano piaciuti, a questo punto mi hanno entusiasmata come solo sanno fare quelle esperienze in cui lasci la pelle. 

Il fatto che fossimo in cinque, che la lingua fosse un’altra e il professore tanto incredibile, l’ha resa una di quelle robe in cui per saltarci fuori bene – e le condizioni ti portavano a volerci saltare fuori bene a tutti i costi – ti alzavi la mattina e pensavi a quello, studiavi quello poi andavi in facoltà per le lezioni e poi tornavi a casa e di nuovo avevi qualcos’altro di fighissimo a cui pensare.
Una full, ma non di quelle torture per portare a casa il voto, una di quelle che fai perché ti sei innamorata.

Mi irritava perdere tempo a lavarmi, perché dovevo leggere articoli, mangiavo al volo e davanti al computer, quando ero troppo stanca per ragionare ancora mi incazzavo terribilmente.

Un trasporto tale lo avevo avuto per poche cose fino ad oggi: le Estate Ragazzi in cui da ragazzini ci auto-infliggevamo un mese fuori dal resto del mondo per organizzare le giornate con i bambini in parrocchia;
il rugby, dove la pelle la lasci sia in senso letterale che sentimentale e ti assorbe e riempie di lividi;
poi questo.

Devo tornare a studiare il resto, però è stato bellissimo.
No: di più.

 

 

Non riesco a smettere di piangere

Ho fatto colazione piangendo;
finito di pistolare un file, piangendo;
sono uscita, arrivata pedalando in copisteria, preso i fogli poi un caffè con un’amica incrociata per strada, piangendo;

poi ho smesso per un po’ e ora ricominciato.

Non piangevo tanto da quando mi hanno detto che avrei dovuto smettere per sempre di giocare a rugby, mai al mondo avrei pensato esistesse altro capace di farmi un effetto simile.
Non ho pianto così nemmeno per essere stata lasciata.

E adesso non ho tempo di raccontare, domani.
Tanto non avrò ancora finito.

 

Ciccia, cibo, estate e cazzate – 1

Ultimamente – ed essendo un po’ impegnata il mio indice temporale si è allargato – sarà per la stagione calda che avanza, sarà perché è un mercato in espansione, sarà che gli algoritmi di Google mi vogliono male
ho imbroccato diversi post/video/puttanate riguardanti forma fisica, pesoalimentazione.

Ora, vorrei dire, CHE-PALLE. E che capre sono in giro.
E berciano.
Continuamente.

Seppur nonancoralaureatamamòciarrivologgiuro, mi rendo conto che essere un po’ ferrata sull’argomento mi rende molto insofferente a un sacco di fregnacce che si trovano in rete.

Alcuni non si rendono conto che la fatica che fanno a collezionare nozioni sbagliate o recepite male perché non contestualizzate correttamente, è infinitamente superiore a quella che costerebbe la lettura di qualche libro serio.
Lo so: se però non si bercia, poi ci si annoia.
Se non si ha un risultato rapido, ci si scoraggia.
Da scoraggiati, è più semplice trovare qualcosa da incolpare che risolvere la questione.
Si chiama adolescenza, in teoria.

Cameriere: il solito, grazie.

In ordine cronologico, la prima schifezza in cui sono incespicata è un post di qualche settimana fa di quella tipa secondo me più somigliante a una balenottera che a una modella curvyTess Holliday.

tessh

Manonsidicebalenotteraunpo’didelicatezzasantocielotiparequestoilmodoblablabla
oh bona eh, quando puzzo di fumo mi dicono “Fai schifo, sembri un portacenere” ed è vero, a ognuno il suo.

Questa è – per i miei parametri – una modella curvy:

curvy

Comunque, il monolite coperto di trucco e tatuaggi se ne va in giro a propugnare l’idea che essere gravemente obesi vada benissimo, si possa essere comunque bellissime – quello de gustibus – e sanissime che non sia vero come l’eguagliare in massa tutto il reparto gastronomia del supermercato incluso il mobilio, sia un fattore di rischio in gravidanza o in generale nella vita.
Eh..?!
E io immagino schiere di adolescenti, magari prossimamente madri, magari future invalide, a occhi spalancati che annuiscono e si ingozzano di schifezze.

As women, we know what’s best & that’s our business.. No one else’s.

“In quanto donne noi sappiamo cos’è meglio e sono affari nostri.. Di nessun altro”
‘Na
ceppa
di
minchia.

Se la NASA c’avesse un problema siderale, dubito che chiederebbe a una donna in quanto donna: competenza e genere non sono dati correlabili.

A parte il fatto che manco possedere un intestino non rende gastroenterologi
essere personaggio pubblico automaticamente conferisce una risonanza maggiore  alle proprie affermazioni, quindi una maggiore responsabilità.
Se vogliamo, è la stessa differenza che passa tra l’andare in giro a occhi bendati in camera da letto o in autostrada: la stessa scelta in contesti diversi ha conseguenza diverse.
(In realtà non è il paragone più calzante dell’universo conosciuto però mi piace)

Io ‘sta tipa la detesto: se ne va in giro – faticosamente, suppongo – spacciandosi come “positive body type model“, dice che i vestiti plus size della sua linea costano un occhio della testa perché parte del ricavato va in beneficenza ma pare nessun ente abbia mai ricevuto un dollaro, sostiene di fare attività fisica e mangiare correttamente e – prima della medicina – la termodinamica sta avendo brividi di terrore.

Io ‘ste cose non le sopporto.

Se una persona è sovrappeso anche grave – cosa per alcuni molto difficile da sconfiggere, mica è ‘na passeggiata – non è legittimata a sparare cagate.
Quando compro il tabacco non cerco di convincere i passanti che faccia bene o che i miei denti e dita ingialliti dovrebbero diventare una moda per la primavera/estate 2016.
Poi corro e faccio sport, la mia spirometria va bene etc, MA FUMARE FA MALE, MALISSIMO.
E manco essere obesi è proprio un’idea geniale.

Continua

 

Fanculo i funerali

e anche la gloria del Signore. 

E i peccati, ma ben vengano i cazzo di peccati. 

Poi, che un tizio in gonna viola ti conceda la sua magnanimità, a me fregasega, a te men che meno. 

Ogni volta che assisto a una funzione, mi sento un po’ Indiana Jones  

 Adesso chiudono le tombe con una schiuma spray che ha meno poesia della cazzuola, coi becchini che iniziavano a mescolare il cemento quel paio d’ore prima della tumulazione. 

Poi torno per i fatti miei, nonna  

 
Per adesso, alla tua.

Allora ciao

La bisnonna ieri è morta  

mentre facevo l’henné. 

Mi sono presentata alla salma così:  

 

Oddio non ci posso credere. La tua vita l’anno prossimo se sei d’accordo la presentiamo al festival di Cannes! 

Chiavoli

La bisnonna ieri è morta 

per la cinquantesima volta circa negli ultimi sei anni 

questa è l’ultima.
L’unica dopo la quale posso tornare a pensarti così