Com’è stato – 2

Il corso era diviso in base a una tassonomia che affrontava gradualmente gli aspetti della materia, la prima lezione titolava The Selfish Cell: la cellula egoista.

Il concetto di fondo è semplice: nel DNA di tutte le nostre cellule sono presenti – tra i tanti – geni che dicono alla cellula “Ok, vai: ingrandisciti e dividiti, prolifera
altri che dicono: “No, fermati e sta buona dove sei“.

Quando i geni Ok impazziscono e dicono “Sì” troppo spesso
o quando i geni No smettono di opporsi
facendo venire meno il delicato equilibrio che regola crescita e direzione
è un bel casino: queste cellule diventano capaci di far un po’ quello che gli pare, anche di andare in giro e decidere di tentare di conquistare l’organismo.

Tantissime vie, migliaia di minuscoli segnali possono sclerare
allora le fondamenta dei nostri equilibri ripiegano, labirinti e cunicoli che sono accessi di manutenzione iniziano a tremare
e il nostro corpo ancora non lo sa, non avverte subito il precipitare degli eventi
ma quasi tutto quello che regge e sostiene l’universo immenso che conteniamo
prende a vacillare pericolosamente.

Lungo le ariose vie principali, nessuno si accorge di cosa ribolle nel sottosuolo.

Come tanto ci ha ripetuto Il Professore: “The devil is in the details“.

 

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9 thoughts on “Com’è stato – 2

  1. Pensi un po’. Conferma le mie teorie che il cancro, uno, se lo cerca. Come il suicidio, è una forma di ribellione. Più o meno consapevole.

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    • No, no no no no no, no (cit. Jhon Oliver)

      Che uno se lo possa cercare esponendosi a fattori di rischio, è comunque involontario.

      Per quanto riguarda le cellule in sé, quelle si muovono per lo stesso principio che ha prodotto l’evoluzione: quello del disordine e caso

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      • Ah, gli aspiranti suicidi (i fumatori) se lo cercano involontariamente? Prendo atto, non avendo mai fumato in vita mia. Però sono carnivora, specialmente di carne rossa. Non mi riesce di fare differenze tra il nutrirsi di proteine vegetali o animali, infatti: men che meno in base a demenziali teorie che i vegetali soffrono meno degli animali. A quanto pare, sembra abbia ragione io. Le piante si accorgono e come, di quello che gli fai. Alla faccia dei vegetariani ipocriti che si raccontano cazzate, per tacciare sensi di colpa campati per aria.

        http://www.sciencealert.com/plants-really-do-respond-to-the-way-we-touch-them-scientists-reveal

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  2. Interessante il punto di vista delle cellule. OK, faranno pure quel che gli pare ma so se davvero i miei comportamenti possano essergli indifferenti. Forse possiamo farle incazzare ed accelerare le loro decisioni.

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