Fuori dall’osteria

Fumo in piedi, in una sera con le strade bagnate, con il bicchiere appoggiato su una botte fuori da un bar. Un gruppo di yuppie attorno alla botte di fianco cita filosofi e ride di battute contenenti la parola “culo”. “La visione erotica di Tommaso D’Acquino” 

“Culo” 

“Postulato”. 
Siamo un fottìo di persone con niente da ricostruire. 
“Ma siamo fuori e nessuno sta fumando”. 

Io sì. 

“Ma è che dentro ci stanno tutti i testosteronici, gli arancioni”. 

Mh, arancioni sì. 
Ma non abbiamo niente da ricostruire, solo ideali un po’ vecchi da portare avanti. 

Le persone oggi non sono più capaci di scegliere il nemico: ne inventano, ne battezzano altri a caso, altri ancora su presupposti inventati, un casino. 

E anche tutto il resto. 

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A volte mi fate merda

Ieri mi hanno raccontato storie tristissime: le storie di una famiglia malriuscita.Questa famiglia è composta da tre generazioni di gran imbecilli, incapaci di dirsi che si vogliono bene, allontanati da vecchi rancori e uniti dai soldi e da quell’innata gravità che inspiegabilmente mantiene vicini familiari nonostante persino fatichino a guardarsi tra loro.

Ma non sono capaci di prendersi cura l’uno dell’altra, non vogliono neanche provarci.

In quella famiglia sono tutti infelici e anche piuttosto antipatici, per forza di cose: tutto quell’astio fermenta e inacidisce, poi non è che all’esterno zampilli bellezza. Zampillerà merda.

Ciclicamente, sento riportare di questa famiglia le quotidiane disgrazie: mogli e mariti che si gabbano a vicenda, nonni che vengono lasciati morire tristi e soli dopo aver mantenuto alberi genealogici diventati ormai filari, madri che parlano di figli come fossero verruche, figli decisamente idioti. 

Ne sento parlare come fosse una commedia di Goldoni, siparietti, scene pruriginose da andare a raccontare in giro per fare gli scandalizzati e sentirsi migliori ma i personaggi non sono attori: sono persone vere, antipatiche e tristi. 

Tristi vanno a dormire, da tanti anni, tristi si svegliano, tristi vivono e sono sole quando si ammalano, nessuno gli tocca neanche una mano quando hanno paura. 

Come sempre, ognuno ha colpe e ognuno motivi; come spesso si dimentica, i motivi per peggiorare situazioni già brutte, sono comunque sbagliati. 

Ora, che gente che va in chiesa la domenica, passi serate a deridere questi poveretti, fa un po’ merda anche a me. 

“Ma sono degli stronzi!” 

“Ti guardano dall’alto in basso” 

“Vogliono solo sbatterti in faccia i loro soldi” 

“Ci godono se stai male” 

vero, vero, vero e vero. 

Ma – dio maledetto – mi è stato impedito di dormire ogni domenica della mia infanzia per quel catechismo di merda 

ore su ore a parlare con il vostro amico invisibile 

scandalo e indignazione per ogni bestemmia 

poi era tutta una fregnaccia. 

Se mi guardo intorno vedo all’uscita da messa un bel po’ di persone che se ne battono i coglioni del prossimo loro 

che ridono del dolore degli altri 

che tutto il pippone sul “perdonare, soprattutto quando è difficile bla bla bla” se lo devono essere infilato in culo insieme al divieto di “atti impuri”. 

La maggior parte dei cattolici che conosco, sono peggio di bestemmie. 

Mi fate veramente zampillare merda.