Fuori dall’osteria

Fumo in piedi, in una sera con le strade bagnate, con il bicchiere appoggiato su una botte fuori da un bar. Un gruppo di yuppie attorno alla botte di fianco cita filosofi e ride di battute contenenti la parola “culo”. “La visione erotica di Tommaso D’Acquino” 

“Culo” 

“Postulato”. 
Siamo un fottìo di persone con niente da ricostruire. 
“Ma siamo fuori e nessuno sta fumando”. 

Io sì. 

“Ma è che dentro ci stanno tutti i testosteronici, gli arancioni”. 

Mh, arancioni sì. 
Ma non abbiamo niente da ricostruire, solo ideali un po’ vecchi da portare avanti. 

Le persone oggi non sono più capaci di scegliere il nemico: ne inventano, ne battezzano altri a caso, altri ancora su presupposti inventati, un casino. 

E anche tutto il resto. 

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5 pensieri su “Fuori dall’osteria

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