In caso di attacco epilettico

Sono traumatizzata: ieri una mia compagna di squadra ha avuto una discreta crisi epilettica fuori dal bar degli impianti sportivi. Discreta perché non è durata molto, impressionante da vedere, per chi non è abituato a situazioni d’emergenza.

Non mi ha traumatizzata l’attacco in sé, conoscendo la dinamica, ma la gente presente che continuava a urlare di aprirle la bocca sì, molto.

Le crisi epilettiche sono brutte e spaventano, ma i danni peggiori li può fare un soccorritore improvvisato.

Incollo quello che ho scritto su FB, puntualizzo che nel dubbio la prima cosa da fare è chiamare il 118, l’operatore vi darà rapidamente indicazioni.
Se siete in due o più, mentre uno chiama, gli altri in modo fermo possono aiutare la persona che sta male evitando che sbatta a destra e manca e che si soffochi.

Laddove vi capitasse di assistere ad un attacco epilettico
state calmi
tenete la persona su un lato con la faccia verso il basso in modo che sputi fuori
reggetele la testa
e aspettate che passi mentre chiamate l’ambulanza.

NON cercate di forzare l’apertura della mandibola
NON ficcate dita in bocca a chi ha l’attacco
NON cercate di buttare giù incisivi né altro

Non mi ero mai accorta che il nemico naturale dell’epilettico fosse il passante medio, avverso alla dentatura di questo gruppo di umani e desideroso di demolirla con la scusa della lingua da salvare.

Se non sapete cosa fare
chiamate subito il 118 e chiedete a loro

ma non urlate rompendo il cazzo ai presenti please.

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Chiedo scusa

Mi sento sempre un po’ in colpa quando non scrivo per un po’ sul blog. In parte perché mi piace farlo, in parte perché per anni è stata una delle poche cose che mi rasserenava e trascurarlo così è quasi un tradirlo. E anche per chi mi legge – sempre molte grazie – mi sembra di essere l’amica stronzetta che scompare dalla faccia del pianeta appena trova un nuovo moroso. Senza contare il poco tempo per leggere i fatti altrui, sono indietro di un sacco di post…

Però, sto scrivendo un’altra cosa. Lunga, lunghissima. Mi ci sono persa dentro e mi piace molto. Mi fa felice.

Quindi, ci sentiamo tra un po’. Perché se va a rotoli, ci sarà parecchio – parecchio – di cui lagnarmi. E scasserò l’anima a chiunque farà l’errore di tornare a leggermi.