In caso di attacco epilettico

Sono traumatizzata: ieri una mia compagna di squadra ha avuto una discreta crisi epilettica fuori dal bar degli impianti sportivi. Discreta perché non è durata molto, impressionante da vedere, per chi non è abituato a situazioni d’emergenza.

Non mi ha traumatizzata l’attacco in sé, conoscendo la dinamica, ma la gente presente che continuava a urlare di aprirle la bocca sì, molto.

Le crisi epilettiche sono brutte e spaventano, ma i danni peggiori li può fare un soccorritore improvvisato.

Incollo quello che ho scritto su FB, puntualizzo che nel dubbio la prima cosa da fare è chiamare il 118, l’operatore vi darà rapidamente indicazioni.
Se siete in due o più, mentre uno chiama, gli altri in modo fermo possono aiutare la persona che sta male evitando che sbatta a destra e manca e che si soffochi.

Laddove vi capitasse di assistere ad un attacco epilettico
state calmi
tenete la persona su un lato con la faccia verso il basso in modo che sputi fuori
reggetele la testa
e aspettate che passi mentre chiamate l’ambulanza.

NON cercate di forzare l’apertura della mandibola
NON ficcate dita in bocca a chi ha l’attacco
NON cercate di buttare giù incisivi né altro

Non mi ero mai accorta che il nemico naturale dell’epilettico fosse il passante medio, avverso alla dentatura di questo gruppo di umani e desideroso di demolirla con la scusa della lingua da salvare.

Se non sapete cosa fare
chiamate subito il 118 e chiedete a loro

ma non urlate rompendo il cazzo ai presenti please.

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16 pensieri su “In caso di attacco epilettico

  1. Ciao, aggiungo una piccola cosa, da madre di epilettica.
    Importante è tenere conto del tempo, saper dire quanto è durata una crisi è molto importante. Quando è passata il corpo ha bisogno di recuperare, il mal capitato ha bisogno di riposo e tranquillità. Non cercare di svegliarlo ma lasciarlo in pace.
    Spesso perdono sangue perchè si mordono, fa terrore ma non si può far nulla.

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    • Giustissimo!

      Ho pensato il post messo su fb per essere veloce e facile da ricordare in caso di emergenza fuori casa, le mie amiche – che si sono spaventate molto – non erano in grado ad esempio di valutare i tempi. L’inesperienza rende spesso inefficaci, il mio timore è che si diventi dannosi 🙂

      Lo sputacchio sanguinolento ha molto impressionato tutti i presenti, li ha resi molto più irritanti.

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    • Quello degli incisivi nello specifico è un discorso nato dopo: i prof a medicina raccontano spesso che è frequente che epilettici arrivino in ps con i denti davanti rotti o scheggiati per ‘sta fissazione di aprire la bocca.
      E vista la scena di ieri, faccio meno fatica del solito a crederci.

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      • Eh è la questione della lingua che fa da motore all’ansia di aprire la bocca ma -se non erro – la para della lingua ce l’hai con la perdita di battito e circolazione (quando perdi il polso e devi fare il massaggio cardiaco insomma) dove se si è in due uno deve iperestendere il capo del soggetto e l’altro dargli di massaggio cardiaco al ritmo di Stayin’ Alive (giuro).

        Ma la lingua, nell’epilettico, non corre il rischio di scivolare senza tono verso la laringe.

        L’epilettico tende a sbavare, se lo si tiene di lato con la bocca che può scolare, pace. Poi passa. Niente manovre strane.

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      • Siamo alla follia.
        Però ammetto che la mia paura più grande era che, avendo il pollice in bocca e la mano sull’orecchio che manco Riccardo CuordiLeone, se lo recidesse visto come serra le mandibole. Sarebbe stata una scena notevolmente splatter che avrei potuto apprezzare ma poi sarebbe stata una mena.
        Pulisci, riattacca, recupero…

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      • Ahahahah, che bel ricordo Robin Hood!

        In realtà la storia delle dita mozzate è ‘na roba accaduta – documentata – due o tre volte e per chiusure a scatto della mandibola (questo ce lo raccontava il prof al corso di rianimazione cardio polmonare).

        Meglio nei film và, che non si deve pulire

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      • Grande!
        Io l’ho fatto all’università e il prof l’ha tenuta sotto durante TUTTA la lezione, terribile!

        Ecco, te che sei sul pezzo, dimmi te se un’epilettica che gioca a rugby deve dimenticarsi la pastiglia, boiamondo.

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  2. Queste cose dovrebbero insegnarle a scuola fin da piccoli. Ho appreso, meravigliandomi, che nelle scuole della mia regione stanno facendo una campagna di sensibilizzazione sul melanoma e sul pericolo di esporsi al sole nelle ore peggiori. Potrebbero anche insegnare le più elementari tecniche di primo soccorso. Se completassero l’opera informando sul corretto uso del preservative, poi, sarebbe il massimo. Ma stiamo entrando nel campo della fantascienza.

    Per quanto riguarda la sua esperienza, non mi è mai capitato di trovarmi in situazioni simili. Di sicuro, dieci imbecilli ignoranti combinano danni peggiori di uno solo.

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