Lamentati

Lamentati, Ine. Tu lamentati.

Quellolà non è che sia cattivo o infame, è come ti ha detto: “Esattamente come sembravo”. Non c’era niente da scoprire o liberare.

Tu sei una da libri grossi e pensieri leggeri, lui da ore al bar e vento tra le orecchie. Vi siete trovati negli incroci per caso, hai pensato che dietro alle lenti da sole ci fosse di più, ma era un riflesso di te che guardavi.

Lamentati, mentre disfi la casa e ti porti via. Prenditi il tuo spazio e i tuoi bagagli e il tuo bambino e la sconfitta.

Che poi, “Sconfitta”: è un nome come un altro da dare alle cose come stanno, non serve un’etichetta brutta quando già sono difficili.

Un percorso finito non è una sconfitta, è solo un finale che ci prende di sorpresa, ma di un trancio di storia.

Più avanti si vedrà.

Prenditi le pentole e i vestiti, ma la famiglia no: con Quellolà ce l’hai ancora: cambi scatola e disposizione, la riarrangi ma la porti con te.

Le persone sono un frullato di azioni, ammollate in ciò che le rende felici e Quellolà vive di gioie inconsistenti: facili da raggiungere, che stanno in basso.

Più basso di Fi, più basso di te.

Che fosse più basso di te, si sapeva fuori e dentro di metafora.

Tu fa’ le valigie e lamentati.

Tira fuori tutto dalla testa e dagli armadi. Ne avrai pure, di magliette tutte uguali? I pensieri son lo stesso: alcuni li abbiamo rimuginati tanto da conservarli in centupla copia.

Prendono spazio e sono pesanti: liberatene. Un lavoraccio per risparmiarti le fatiche di poi.

Estraili, uno per uno, anche se li abbiamo già sentiti. Tanto, ce lo aspettavamo. Noi mica eravamo innamorate.

Ripetili tutti, uno per uno, uguali ogni volta.

Nei film dell’orrore sanno tutti come va a finire tranne quel pirla del protagonista: cazzo apri quella porta? Tieni chiuse quelle gambe! E nascondigli il tuo cuore.

Ma Quellolà non è un mostro cattivo: è una persona con sbagli e paure, pregi e fratture.

Ha interrotto il racconto e le felicità, tu portati via quello che ti serve, poi si vedrà.

Basta, cercare di aggiustarlo. Adesso è ora di ripararti tu.

3 pensieri su “Lamentati

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