Un’emozione che non so (suggerimenti ben accetti)

“Pronto, Dr Zap?”

“Sì…?”

“Sono Tazza…”

“Ah, ciao!”

“Mi stavo chiedendo… lei dov’è? Perché lo studio è chiuso…”

“Sì, abbiamo appuntamento alle dieci… Ma sono le dieci! Un quarto d’ora e arrivo!”

Click.

Il Dr Zap è sparso come pochi, quindi nella fretta di iniziare e in quella di finire – comunque oltre i nostri 50 minuti – per non far troppo attendere la paziente successiva che ha un forte schema d’abbandono

(“Visto che stiamo facendo i tuoi, che schema ha forte, qualcuno che dopo 15 minuti se ne va?”

“Lo schema ho-un-lavoro…?”)

ho scordato di chiedergli un’opinione su una cosa che mi è successa.

Anzi: una cosa che ho sentito, dentro un’altra che sta succedendo.

Il tizio con cui da meno di un mese… boh, l’altro giorno, mentre cazzeggiavamo nel letto, mi ha detto:

“Tu puoi dire che non lo sai, cosa stiamo facendo. Puoi dire che scopiamo, che ci vediamo, con le tue amiche mettila come ti pare. Io ti dico che stiamo insieme. Anche se tu non lo sai, stiamo insieme“.

Dopo un transitorio attacco di panico, mi è venuta una roba nell’addome, che non so cosa sia.

Non è una sensazione spiccatamente bella o brutta. Però è forte.

È come se il mio intestino tenue, avesse fatto flessioni il giorno prima.

Se lui dice “Stiamo insieme“, a me viene questo sconosciuto nodo, che non è scorsoio, che forse tiene ammainate larghe vele. È un nodo grande e teso, che non dà fastidio. Forse è lì da prima, forse l’ha allacciato lui.

Quando ci muoviamo, camminiamo, i nostri muscoli alternano contrazione e rilascio per permettere alle articolazioni di funzionare e procedere.

Quando ci troviamo su un terreno incerto, e il nostro scopo non è andare via, ma restare in equilibrio, allora tutti i muscoli sono più o meno tesi, per non farci cadere.

Non so cosa sia: non so se le emozioni o le budella possano funzionare come un ginocchio o un’anca, o se si tratti di qualcosa che segue la logica dei sentimenti, quel gran cosmo sconosciuto.

Mi va bene che ci sia, è solo che – come a un osso o a un polmone – mi piacerebbe poter dare a quella cosa, un nome.

23 pensieri su “Un’emozione che non so (suggerimenti ben accetti)

  1. Paura che non funzioni perché invece vorresti che funzionasse?
    Paura di farti intrappolate da qualcuno che, più di tanto non ti smuove?
    Felicità perché ‘che bello è quello che desideravo sentire, ma sono una tosta e non lo posso ammettere’?
    (torno al lavoro e continuo a proiettare me stessa sulle tue emozioni)
    Ciao 🙂

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    • Mmm, non è paura perché ce l’ho presente e non penso sia felicità (anche se non sono sicura di conoscerla, a naso).

      Proietta proietta, che io sono un muro senza scritte in questo campo 🙂

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      • Appurato che state insieme, mi sembra il caso di dare concretezza alla cosa: l’anello è prematuro, ma un BEL copri divano, magari, sarebbe utile. Anche per variare i luoghi di accoppiamento, con la bella stagione in arrivo.

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      • Ma è un banale luogo comune di quelli che si sentono molto trasgressivi! Puntualmente, se chiedi loro qual è il posto più strano in cui l’abbiano fatto, rispondono “sulla lavatrice mentre centrifugava”. Io troverei molto più trasgressivo farlo sotto il letto, per dire, magari mentre ci dorme sopra qualcun altro.

        Ah, colgo l’occasione per precisare che l’espressione “luoghi di accoppiamento” si rifaceva volutamente all’assenza di implicazioni romantiche del suo post.

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      • Infatti a stupirmi era che lei tirasse fuori questo discorso, non l’enunciato in sé

        e spero di non dormire mai sopra a un letto sotto cui qualcuno si accoppia, lol.

        Mh, non ci avevo fatto caso di aver fatto il solito post secco, ma insomma: è uscito così.
        Nonostante la stitichezza emotiva, sono molto appiccicosa. Dal vivo compenso.

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  2. Sono qua, ho continuato a proiettare ma non è uscito altro. Anche io soffro di stipsi emotiva, sentimenti no ti tre: paura, felicità, rabbia. Ha ragione chi dice di non inscatolare le emozioni ma un nome, anche inventato tipo ‘nadero’ può servire, giusto per avere un riferimento al prossimo episodio, e non doversi arrovellare più 🙂

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