Aggiornamenti sparsi a puntate – 1

Faccio fatica a emergere dal mio cranio.

A gennaio esce il secondo volume de “La famiglia Aubrey”. Bellissimo libro che la mia idola d’infanzia Louisa May Alcott avrebbe potuto scrivere, se avesse approfondito meglio le pratiche dell’autoerotismo anziché andare a messa.

Volevo prenotarlo nella solita libreria vicino casa ma ho scoperto che chiude i battenti, per sempre.

Da un lato, sticazzi (troppo di destra perché a me stiano ancora simpatici), dall’altro mi fa specie.

C’è una vecchia storia, che la mia Zia Maestra racconta spesso ultimamente:

Marcello, il signore della libreria, aveva iniziato a raccontare di questa bambina che arrivava da sola, entrava, prendeva un libro e si metteva a leggere su uno sgabello.

Poi dopo un po’ lo rimetteva via, salutava e se ne andava. Era comparsa da qualche settimana e si ripresentava sempre più spesso.

E continuava a chiedersi ma chissà chi è, ma chissà chi è, anche se un’idea l’aveva”.

E io, tutte le volte, ribatto la stessa cosa:

“Siete voi che avete sempre sostenuto fossi molto intelligente. Io non avevo solo capito la differenza tra libreria e biblioteca”.

[…]

9 pensieri su “Aggiornamenti sparsi a puntate – 1

  1. Le librerie che chiudono fanno sempre un po’ specie.
    Ormai è una banalità dirlo ma sono più gli Italiani che scrivono di quelli che leggono. Come fanno a scrivere senza leggere per me rimarrà sempre un mistero…

    Comunque è bellissima quell’immagine di te da bambina. Io leggevo un sacco da piccola (avevo tanto tempo libero) ma non ho mai osato fare niente del genere. E nemmeno andare in biblioteca!

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      • Beh, in effetti anche io ci ho messo un po’ a capire la differenza tra le due ma nell’indecisione i libri li ho sempre comprati (retaggio dei miei genitori che mi hanno fatto storie su tutti gli acquisti meno che sui libri).

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      • Dopo un po’, anche io li compravo. Poi ho iniziato a ordinarli che non ero ancora in terza elementare: mia zia ha sempre comprato Topolino (anche ora che ha 54 anni lo fa) e leggevo recensioni su libri nuovi, così loro poi li prendevano e se li trovavo belli, ne ordinavano di più. Ho sempre fornito recensioni attendibili 😂

        Ma ci sta che tu fossi più cauta: io ero figlia di bottegai (il forno) ed ero abituata a entrare e uscire per commissioni da tutti i negozi, poi pagavano i miei. Insomma, non mi era chiarissimo come funzionasse la parte economica 😂

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