Aggiornamenti sparsi a puntate – 3 (paturnie paterne)

A volte mi sembra ancora strano che il papà di Alck sia morto. Ero così abituata a sentirne parlare, ai continui segni della sua presenza nella vita del figlio, che ogni tanto la realtà mi viene in mente all’improvviso e mi coglie impreparata.

Per contro, questo Natale ho deciso che non c’è più bisogno io perda fegato e tempo a preoccuparmi del “mio”.

Ho cercato di giustificare per anni i moti di nausea e fastidio che mi provocava, passare tempo con lui. Una repulsione epidermica. Mi urta profondamente ricordare qualunque contatto fisico che lo riguardi. Mi fa schifo.

Mi rendo conto non sia carino dichiararlo, ma è così che mi sento. Presumo sia naturale, quando il riassunto accurato degli incontri con un “genitore” è:

  • ricordarmi che non era minimamente sua intenzione concepirmi, nonostante in fondo gli stia simpatica
  • sputare merda su chi mi ha disordinatamente cresciuta, attribuendo ad altri la responsabilità di non esserci mai stato.

Anche basta, con le puttanate. Non vedere quel genio dal 26 dicembre 2017 mi è tanto piaciuto, che ho pensato di continuare.

Quindi, il 26 – giorno che anni fa fu battezzato di rito per il pranzo dai nonni paterni – non mi sono presentata.

Poi era l’unico giorno libero di Alck e siamo stata a pranzo da sua mamma, che è davvero una persona gradevole: non mi sarebbero toccate ore a mordermi la lingua e a sentirmi di merda.

Ovviamente i nonni lo sapevano e ho passato con loro qualche ora il 25. Loro sono stati i miei nonni sul serio: mi hanno portata appresso a pescare, in campagna, a casa, in piscina, a volte anche dal dottore. Ho passato con loro del tempo, che mi dedicavano. Il figlio non c’era mai, in queste occasioni. Troppo impegnato a fare il fenomeno con la figa da due soldi di turno, a fare lanci con il paracadute e a pippare come un idiota.

Il senso di rigetto che mi provoca averci tutto questo DNA in comune, neanche so descriverlo. È potente.

Beh, stavolta, anziché infliggermi la solita crisi di nervi delle feste, ho scelto.

Se devo essere sincera, erano due decenni che non passavo un Natale – pur intristito dalla perdita del papà di Alck – tanto sereno.

Se questo discorso avesse senso, direi che è morto quello sbagliato.

[…]

11 pensieri su “Aggiornamenti sparsi a puntate – 3 (paturnie paterne)

  1. oh, ma che roba… la mia data è di poco precedente alla tua. Circa un mese prima, nel 2017, ho preso la stessa decisione, dopo decenni di disagi indotti ed autoindotti… La storia è tutta diversa, ma mi ha fatto strano leggere che abbiamo questa _splendida coincidenza_ in comune!
    Sono contenta che tu abbia scelto il meglio per te.

    Piace a 1 persona

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