Ecco com’è andata

“Malissimo” non sarebbe una risposta completa.

È andata che ci siamo preparati per uscire, per il fantomatico “aperitivo per salutare bla bla bla” e Alck era inaspettatamente bendisposto all’idea, infatti si è provato quattro possibili combinazioni degli stessi sei indumenti (decidendo infine per la felpa che usavo come pigiama da tre giorni) e, quando alcuni dei suoi amici storici hanno suonato al campanello con un allegro “SORPREEESA!”

lui si è affacciato serissimo alla finestra e ha emesso un tranciante: “Io sto uscendo”.

Al mio sorridente: “Non stiamo uscendo”, è rimasto interdetto e poi spaesato

e non mi ha guardata né parlato per la successiva ora e mezza.

Poi, piano piano, si è sciolto ed è andata meglio.

Ha chiacchierato, riso, bevuto qualcosa, mangiato la torta triste e ad un certo punto si vedeva che stava bene.

A fine serata era stanchissimo (per un barista, una settimana con più festività che feriali, è la vera Via Crucis) e abbastanza bendisposto.

Che Alck non fosse un amante delle sorprese era facilmente intuibile, diciamo che speravo l’effetto fosse meno traumatico, trattandosi dei suoi amici di sempre.

Alla fine, il giorno successivo era davvero di buonumore, non so se perché più contento a posteriori di aver ricevuto una sorpresa, rispetto a quando la sorpresa era in corso

o se ha ragionato sul fatto che, almeno per un po’, la minaccia dell’ignoto può dirsi lontana.

2 pensieri su “Ecco com’è andata

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