Anziano un po’ strano

C’è un tipo curioso tra i miei contatti di Facebook: un anziano ossuto che – credo di ricordare – abita in Trentino. Mi sembra abbia detto facesse il giardiniere e che, a tutt’oggi, passi le sue giornate nella natura. Penso anche abbia una moglie. La vedo al suo fianco nelle foto occasionali con prato e fiori sullo sfondo, sorridente, mentre lui – a dispetto dell’immancabile berretto – si direbbe sempre avere il sole in faccia.

Questo tipo, non so bene il perché, ha preso la simpatica abitudine di mandarmi ogni mattina il buongiorno, dopo pranzo il buon pomeriggio, sul desinare un buona serata che solo occasionalmente comprende anche la buonanotte. Se ha fretta, ho immaginato. Altrimenti la compieta arriva più tardi con l’ennesimo messaggio tutto per sé.

Uno stillicidio.

Alterno, verso questa furibonda scarica di implacabili auguri, un senso di odio che si alterna a comprensione (spietatamente scemata da quando ho appreso che non è solo al mondo), passando per insofferenza, istinti violenti e propositi zen di armonia e gentilezza.

Più che altro perché a chiedergli di smettere ci ho provato. Servito a qualcosa? Certo: a intensificare la cadenza (prima il buon pomeriggio non me lo mandava!)

Nemmeno rispondere lo placa. ANZI.

Incredibile, quanto minuscole, gocciformi, gentili brutture, somministrate al ritmo di uno stucchevole farmaco, riescano a urtarmi i nervi. Ma rispondo, come fosse l’espiazione per qualche malefatta che nessuno ha scoperto.

Mi fa tornare in mente un altro anziano signore, che per… mi viene da dire un decennio, ogni sera telefonava a mia nonna.

Lo detestavo.

Già ero adolescente, già ero sgangherata, già all’epoca il telefono di casa era ancora un dispositivo ambitissimo dagli abitanti e l’orario in cui questo interlocutore si palesava cadeva proprio nella finestra temporale fondamentale ai tempi delle superiori: quella in cui ci si aggiornava sugli attesissimi risvolti pomeridiani delle nostre vite avvincenti.

Chi aveva limonato chi?

La tipa con il perizoma di fuori era stata affrontata a muso duro come preannunciato?

Quali coppie di viveur con il permesso di stare fuori a ora di cena erano sfilate alle giostre?

Ditemi voi come poteva essere ultimata la preparazione per il giorno dopo, altrimenti?

Niente. Quell’insensibile signore dalla voce triste e dal tono educato, chiamava una sera dopo l’altra, del tutto ignaro del danno arrecato, ripetendo sempre la stessa formula con il suo timbro grattato dal tempo:

“Buonasera, sono Chissà, c’è la signora?”

Finché è morto.

Ogni tanto mi torna in mente. Non ricordo chi fosse, né la sua storia (nonostante mia nonna me l’abbia accennata più volte). Nemmeno so perché questo tassello di decenni passati mi sia risalito così prepotente da doverlo segnare qui, considerato che il mio auguratore seriale non ha poi molto in comune con il telefonatore defunto.

Ho smesso da un po’ di forzare un senso sui singhiozzi di storia, mia o di altri, se non viene da sé

quindi concludo con l’unica cosa che riesco a sapere: sospirando di noia, continuo a rispondere agli inutili auguri

foss’anche soltanto perché ho imparato così.

26 pensieri su “Anziano un po’ strano

  1. Mi fa sorridere il fatto che tu li chiami “risvolti pomeridiani delle nostre vite”. Cappotti interi erano, per quanto mi riguarda. Ricordo lo squillo quotidiano del telefono fisso casalingo in quella determinata fascia oraria. Mio babbo sapeva che era la mia “morosina” e nonostante si fosse appena spaparanzato sulla poltrona, di ritorno dal lavoro, abbandonava la postazione e nell’ora successiva si rintanava in cucina. Quante gliene ho fatte, pover’uomo.
    La questione dei passati di cottura che ti intrattengono a morte su FB, ahimè, si commenta da sé: una piaga incurabile.

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  2. Innanzitutto buon pomeriggio, o forse è meglio buona sera? 😂. Comunque sono morta dal ridere, questo anziano è troppo molesto. Magari ha preso troppo alla lettera la frase della Gif che ti ha inviato: “Gli amici, sono una cosa stupenda come l’aria… a volte non li vedi… ma li senti”. E lui in quanto “amico” (anche se univoco) si sente in dovere di farsi sentire parecchio. Accidenti a chi crea le Gif e queste frasi ahaha

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  3. Ma signorina, quant’è ingenua … In realtà, è il suo psicocoso che la sta mettendo alla prova per vedere come reagisce sotto stress. Lo spiazzi! Contraccambi con articoli, dicendo che li reputa interessantissimi anche per lui e che parlano di rugby, mestruazioni, assorbenti, cosmetici, ecc. Poi resti in attesa delle reazioni.

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