Dissipazioni Amorose

Quando sei ragazzino, la lingua che usi per parlare d’amore è totalitaria e definitiva.

Qualunque gesto non contemplato dal tuo dizionario non deve esistere, è un errore, l’imperdonabile sbavatura di un compagno di giochi impreparato.

Non esistono incomprensioni: solo tradimenti, quasi peggiori se verso principi;

ogni convinzione è scolpita nella roccia, perché serve un appiglio incrollabile che trattenga a galla durante la tempesta di amori, fantasmi umori e ormoni, che non lasci affondare in un oceano disperato e soffocante.

Oggi, il massimo di energie che sono disposta a spendere in una discussione puramente sentimentale è: “Sisi va bene, taci”

specie perché gran parte delle cose che si dicono, contano un cazzo.

Parla quello che scegli di fare, il resto è un sottofondo più o meno divertente, più o meno interessante.

Se lo avessi saputo prima, quanto profondamente è enorme e sprecata l’energia spesa a pensare parole, mantenerle fedeli e risucchiare dall’altro la stessa ortodossia

avrei mandato a fanculo tutto e forse vinto un Nobel.

Ma non è vero: ognuno ha passatempi di merda. C’è chi si gonfia i muscoli in palestra e chi si gonfia cuore, stomaco, palle e testa e non è che una cosa abbia più senso dell’altra.

11 pensieri su “Dissipazioni Amorose

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