[…] 3 – misto triste

Mi distraggo un secondo e scivolano via settimane intere.

Dovrebbero esistere velocità diverse, per il tempo: ci sono cose che rallentano i pensieri e il resto attorno, senza il minimo rispetto, ti passa avanti.

Un minuto fa era il mio compleanno, il mese scorso, e Alck mi veniva a prendere per andare in pizzeria e darmi il suo regalo: Il Muro dei Gelsomini, confutando la mia convinzione riguardo il suo non ascoltare i miei monologhi nostalgici sulle letture che furono.

“È l’edizione originale del ’57!”

Ed è anche uno dei regali migliori che mi abbiano fatto.

Poi siamo arrivati a ieri, passando per una scappata in Svizzera a ritrovare una vecchia amica con cui avevo abitato anni addietro.

Prima tappa: Lugano, un posto orribile che doveva essere bellissimo prima che una schiera di idioti costruisse obbrobri di calcestruzzo tutto attorno a un lago che sicuramente avrebbe preferito rimanere sano.

“Guarda, guarda che schifo: quei blocchi orribili su e giù per le montagne sembrano metastasi” ho blaterato metà della giornata.

Seconda tappa, Basilea, una città bellissima, ma bellissima davvero, dove la gente fa il bagno nel Reno e sembra esista solo un vivere lento e irreale, protetto da monti e monolitici stabilimenti farmaceutici che non perdono di poesia, perché nei chiostri delle chiese circostanti si trovato, iscritti nelle lapidi, i nomi dei fondatori con cui si chiamano ancora oggi.

L’ultima tappa, al ritorno, l’abbiamo passata in un B&B molto strano: una casa in stile, costruita negli anni ’60 da un professore di scienze politiche che forse voleva sentirsi un po’ come sul Titanic facendo colazione ogni mattina, ma senza il rischio di affondare. Un rischio scampato, avendola costruita non sullo specchio del Lago di Como ma un po’ più in alto, in prossimità.

Quando – inspiegabilmente – è diventato ieri, Faggio era morto.

[…]

2 pensieri su “[…] 3 – misto triste

  1. Mi tocca ricredermi. Il signor Alck la ama.

    La città di Basilea è bella, concordo. Quanto a Lugano, non me la ricordavo così brutta, ma è passato molto tempo. Le metastasi rendono l’idea alla perfezione, comunque. Anche del suo stato d’animo, che non mi sento di definire ottimista. Ma potrebbe entrarci la poca luminosità del Bed & Breakfast, motivo per cui detesto le pareti colorate mangia-luce.

    Chi è Faggio?

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  2. Se mi ama non lo so, però è stato il primo a cui non mi è ancora costato fatica dire “è vero, hai ragione tu” e che non si mette in competizione con me.
    Si impegna 🙂

    È vero: ultimamente sono poco ottimista, ma ho appuntamento per un paio di visite che avrei preferito non dover fare, penso sia questo.

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