Dolore e no

A distinguere una ferita improvvisa da un malessere cronico, è il dolore.

Vale in medicina, vale in generale: il dolore accompagna il danno subitaneo, rapido;

l’alterazione che si instaura in modo lento e subdolo non la riusciamo ad avvertire ma produce un danno cronico, protratto, capace di causare alterazioni determinanti e irreversibili.

È una distinzione crudele e ipnotica, se ci si ferma a pensarla: il dolore è capace di suscitare solidarietà ed empatia, enormi rispetto alle briciole che una situazione protratta accende.

E così la condizione che più spesso è facilmente reversibile, quella improvvisa che causa il dolore, riceve ondate d’attenzione e presenza

mentre le condizioni radicate, lente, che generalmente producono danni tanto più vasti e profondi, passano inosservate.

È così in medicina, è così nei rapporti umani, è così nei sentimenti.

3 pensieri su “Dolore e no

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