Spigolate

Ho appena scaricato l’estratto di un romanzo di Marina di Guardo, la madre della Ferragni, per curiosità. È talmente banale ed elementare da suscitarmi un nervoso quasi pari alla lettura di un giornale. Vabbè.

Non ho cose interessanti da dire, se non che le lezioni di Psichiatria che sto leggendo sembrano la mia biografia. Ma non solo mia: dell’albero genealogico. Molto divertente, specie perché – nelle parti sui disturbi pertinenti – sono ferratissima: avevo indovinato perfettamente la descrizione delle manifestazioni patologiche.

La cosa interessante di una buona fetta dei disturbi mentali relativamente frequenti (i più frequenti sono ansia e depressione, figli della nostra epoca come l’ormai scomparsa “Isteria” era figlia del primo ‘900) è che fanno male solo a chi sta intorno a chi ce li ha.

(Il soprastante paragrafo, zero curato e colloquiale, è da Nobel per la letteratura se comparato ai libri della donna succitata).

Ci sono persone che vengono definite “malate” ma lo sono solo rispetto al contesto; il socio-culturale ok, lo capisco che possa aprire un dibattito nei confronti della definizione stessa di “Malattia” ma anche di “Salute”, anche se – OMS dixit – l’abilità di integrarsi funzionalmente nel proprio ambiente è contemplata in entrambe. Resta il fatto che le definizioni sono etichette arbitrarie appioppate (più o meno sensatamente) a dinamiche complesse, quindi vanno prese con un’alzata di spalle e una lunga serie di considerazioni successive. Alcune vanno nemmeno prese: dito medio e a mai più.

Sono i disturbi della personalità – di cui in famiglia facciamo la collezione – a divertirmi, quando li leggo spiegati a chi non ne ha mai fatto esperienza. Depersonalizzazione (estraneità a, straniamento rispetto se stessi) e derealizzazione (sensazione di guardare la realtà che si riesce a carpire da un punto esterno, essenzialmente) io potrei pure farli aggiungere alla carta d’identità, ma tanti sanno cosa sono, tanti ne fanno esperienza in momento di grande dolore, di forte confusione. Per me sono normali e prendo misura (per quel che posso), ma dubito siano concetti semplici da cogliere davvero, come è difficile capire l’amnesia pur avendone provata quasi tutti una alcolica.

Lo capisco che il contesto sia necessario alle definizioni sull’individuo, perché siamo animali che non possono prescindere, però lo trovo filosoficamente e praticamente scorretto. Credo mi dia tanto fastidio, questo aspetto, perché esistono troppe varianti. Molte varianti sono più o meno compatibili tra loro. È un po’ come elaborare menu che contemplino maiale e pesche: le combinazioni di successo sarebbero tantissime, come lo sarebbero quelle terribili.

Non mi piace la vaghezza: io sono vaga e mi piace quando attorno le cose stanno ferme.

Come vi vanno questi tempi di regioni colorate e coglioni farciti?

Ieri sera ho bevuto due bicchieri di vino e sono ancora provata. Meglio: posso dare la colpa alla cantina Negraro, senza scomodare Freud.

2 pensieri su “Spigolate

  1. Bello vedere come dall’entrata in vigore dell’ultimo DPCM la gente senta il bisogno assoluto di (e abbia una paura fottuta di non vivere) ciò che normalmente fa figo denigrare, cioè il cenone, la tombola, il bambinello nel presepe alla mezzanotte (guai tre secondi prima), i baci sulle guance con i parenti serpenti (muah-muah, “ma vediamoci più spesso eh? Non lasciamo passare un altro anno”). Sento cose immani, tipo che è in corso “un attacco alla civiltà occidentale”. Morale: io ho la farcitura, come la chiami ottimamente tu, ma il mondo che mi circonda mi pare vieppiù affetto da “stronzeria”. (Non voglio dire pazzia, dacché cerco di abbeverarmi ai contenuti dei tuoi post).

    Piace a 1 persona

    • Ma sai che, più ci penso, più mi rassegno al fatto che siamo semplicemente una specie fatta così?

      Abbiamo traslato la stupidità animale con il filtro delle funzioni superiori ma restiamo POLLI.

      Poi, come elenchi tu, insopportabile il manierismo dell’adolescente ribelle su sfilze di 30-40-50 enni che dai sù, per cortesia.

      Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...