A volte per riflettere ci metto qualche anno

Ma alla fine a chi importa?

Nel senso, potremo essere liberi di pensare e rimuginare quanto ci pare? ‘Ste scadenze maleducate chi le ha dettate? Non ho mai sopportato i tempi, seguo solo quelli verbali e poi e poi.

Tutti ‘sti bandoli delle matasse, per quanto mi riguarda possono andare a cagare. State dove siete, io mica sono qua per riordinare fili a caso.

Mi piacerebbe avere un punto da cui partire a estrarre la fune d’argano che ho annodata nel cranio, quello sì, ma serve farmi un buco, e i buchi fanno male.

Magari rimango a pensare alle storie degli altri, che onestamente trovo consolanti: in positivo o negativo, almeno NON È SUCCESSO A ME. E il “non” è tutto quello che voglio adesso. Grazie.

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