Che grande inculata la nostalgia

Madonna, sono in quella fase a dondolo tra disprezzo intenso e nostalgia totale.

Mi manca Alck. E per articolare il pensiero ho bisogno di una sigaretta e di una doccia, poi potrò riprendere a scrivere.

No, niente doccia, chissenefrega.

Non era sufficiente farmi vivere mesta per anni, prosciugata dalla fatica di digerire lo stare con lui, senza scrivere, sempre stordita, sempre in allerta. No.

Mi lascio da sola, perché figurati: a lui andava benissimo continuare a ignorarmi, poi lui comincia esattamente quello che io avevo disperatamente desiderato facesse tutto questo tempo, e subito dopo smette di parlarmi. Mi sarei sentita meno tradita se lo avessi colto nell’atto di trombare mia madre.

Per ogni cosa che mi fa pensare “Ho fatto la scelta giusta” mi vengono in mente due o tremila cose che mi mancano. Eppure, ero talmente infelice da non poter essere niente. Che cosa strana l’allontanarsi.

Comunque, ieri ho provato a chiamare l’Agenzia delle Entrate e non mi hanno cacata di striscio. Ritenterò, ma direttamente alla loro porta. Il resto delle cose che dovevo fare l’ho fatto.

Oggi vorrei correre, passare in ufficio e lavorare un paio d’ore, poi scrivere un po’. Nel mezzo, ridurre la pila di piatti accumulati nella mia piccola cucina di recupero, e magari finire le lavatrici.

Ah, ma prima FINIRE IL QUESTIONARIO PER LA DIAGNOSI DI ADHD.

Ho troppe cose da raccontare, escluso Alck… da dove comincio?

8 pensieri su “Che grande inculata la nostalgia

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