Ci vediamo di notte

Ci vediamo di notte perché il buio ti dona
ti si intona alla pancia e ai capelli
ha una trama che sembra velluto blu scuro
ma è fatta di nodi su una corda che suona

Ci vediamo di notte perché il buio ti accende
come chi dorme col sole negli occhi
lui acceca i pensieri
tu abbassi le tende

Ci vediamo di notte perché è giusto lo sfondo
con spenti i colori posso metterti a fuoco
m’impegno per bene e trovo i tuoi bordi
se intorno non c’è quel disturbo del mondo

ed è giusta la notte se non fosse che è incerta
non so quando ti trovo
dove sei se non vedo

forse ridi del fatto che sono scoperta
non mi serve la giacca
non la voglio la felpa

Ci vediamo di notte ma è un po’ che non torni
è più dura adesso
ricordarti com’eri
ho già perso la voce il profumo la presenza e il tocco
sì lo so che è sciocco
puoi ridarmi i contorni?

Jana

La porta di legno segnato
e dava sul portico chiuso, buio.

A sinistra la sala
dietro al suo lato lungo, in un cucinotto stretto friggevi eresie e sofficini.

Sulla destra stanze senza personalità perché le usavi troppo di rado.

Oltre il portico, un grande anzi enorme giardino, per me che ero tanto piccola.

Tu china a curare i fiori
nutrire gatti e vecchissime tartarughe
fumare sigarette
ridere
far crescere aiuole
scaldare bastoncini findus
arrotolare bigodini veloce sui capelli biondi
ridere ancora
leggere Peter Pan.

Nelle sere d’estate a sedere sul marciapiede, come raccontavi facevate una volta ma non c’erano tutte quelle auto a parcheggiarvi davanti.

Eri alta e fiera, che parrebbe un’espressione comune ma non lo era quando la indossavi tu, diversa da qualunque nonna avessi conosciuto anche se non eri proprio la mia, più bella di quasi ogni donna che abbia mai visto, più forte di tutti.

Sola e sorridente
sicura e ferma
nessuna paura.

Smalto rosso
cruciverba
un’altra “zigàretta”
mi passi le carte?
Mi manchi.
Torna da me.