Il regalo di P

P ieri mi ha portato il suo regalo

e lo adoro per averci pensato per settimane

per aver cercato il ciondolino che diceva lui perché la tartaruga è un tema ricorrente per svariate ragioni (non ultima, lui mi ricorda le tartarughe)

per aver avuto l’ansia di vedere se mi piacesse o meno

per essersi fatto strapazzare tutta l’ora successiva ed essere stato tanto carino 

  
Ovviamente a me i gingilli Pandora e sticazzi non piacciono per niente 

non mi piacciono le cose perlate/pastellate

mi piacciono i braccialetti ma non li porto.

Apprezzo molto che abbia imbroccato il colore che mi piace di più e che ci abbia provato, quindi – tutto sommato – facciamo che sia un regalo bellissimo.

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Eccheppalle

Ogni compleanno la stessa storia: gente che nemmeno ricordi esista e amici molesti allo stesso modo.

“Come stai?”

“Dove sei?”

“Che fai?”

A parte che non è che sia mai stata una da grandi novità, perché mi caghi il cazzo oggi che c’ho il telefono intasato e di fatto – anagrafica a parte – da non c’è nulla di diverso da tutti gli altri giorni dell’anno?

Che-palle.

Odio i compleanni e le ricorrenze, come la maggior parte delle persone che non sono capaci di venire a patti con passato e frustrazioni.

Detto questo, sticazzi: ho fatto la frittata con zucchine, melanzane, cipolla e yogurt e mi ha fatto passare il mal di testa  

 Però, una cosa mi turba (“una” è un eufemismo): 

io che non so fingere entusiasmo 

né mi vien bene mascherare il disinteresse

e in generale anche da contenta non do un cazzo di soddisfazione 

come faccio, che ancora non so cosa mi ha regalato P?

Finirà in rissa..