It’s been a while – ciao raga tutto rego?

Posto che dovrei stare a scrivere altro, al momento
ho uno di quei nidi di mosconi annodati in fondo al naso e non capisco, non connetto
voglio solo andare a letto.

Filastrocche a parte, penso di avere un po’ d’influenza, negativa.
Deliro, non c’è dubbio.
Più che altro, penso di aver messo in prospettiva corretta un sacco di cose, che prima mi erano chiare solo in teoria.
Cioè: non avevo capito un cazzo, perché pensavo avesse senso quello che facevo, mentre le mie azioni non azzeccavano manco per sbaglio dove volevo arrivare. Ma io pensavo di sì.
A parlare è il nido di mosconi nel mio cranio, io declino ogni responsabilità.
Bleah.

Comunque, ieri sera messaggiavo con Ine, una delle mie ex coinquiline.
Lei non ha mai fatto mistero dei sentimenti, usarli le viene spontaneo
io non capisco se ne ho meno o se fallisco nell’adoperarli
forse entrambe le cose.
Insomma, si lamentava che non mi faccio mai sentire, che non le racconto niente
in realtà la penso spesso, però ho sempre così tanto che mi risucchia nella testa
da effettivamente rendermi merda, come amica a distanza.

Ho avuto qualche giorno strano, molto strano
m’è sembrata lunga un mese, la scorsa settimana.
C’è da dire che, con la scusa del trasloco di ritorno al paesello, a causa di cose da fare che non giustificano un affitto a caz di cane, sono uscita con molti amici, ho parlato con tanta gente, ho mangiato spesso fuori.
La settimana più onerosa degli ultimi sei anni, mi azzardo a dire
e non sto pensando ai soldi.
Infatti adesso sono a casa influenzata
e leggermente in imbarazzo, ma questa è un’altra storia.

Vabbé, tutta questa intro per dire che devo aggiornare Ine
e animare i suoi viaggi in treno
e mettere in fila le idee
brutte indisciplinate
e chiedere scusa in anticipo
per una promessa che infrangerò.

 

Advertisements

Pensiero della sera

Per essere un grande
grasso (di nuovo ho stoppato le sigarette)
asociale
pallido
molliccio
cumulo informe e fumante (nonostante la carenza di sigarette)
di
potenziale
sprecato

cacca
(meno colorita e sorridente di così)

mi impressiona, quanta gente in gamba – davvero in gamba – pensi che io, in qualche modo sia, un interlocutore interessante. Nel senso che un tizio con cui chiacchieravo qualche minuto fa, ieri era a cena con gente della commissione Nobel. Tutto questo ha un che di ridicolo.

Me lo dice sempre anche la mia amica Caramella, ex coinquilina pugliese.

Giuro, non capisco come tu faccia.

Non so, forse è l’uso indiscriminato di parolacce
forse perché da qualcuno con i miei “occhi innocenti”, non ti aspetti la bestemmia a bruciapelo
ma tant’è.

Vado a leggermi un po’ di biochimica per sentirmi meno sfigata.

Fili e gomiti

– Non so Tazza, è che dopo tanto tempo io ho proprio voglia di qualcuno. Domani sera ho una cena e saremo in nove, indovina perché? Esatto, tutti in coppia tranne me. Poi è vero che sto bene eh, non mi lamento, ma a volte viene voglia. E non lo so, probabilmente non sarei neanche più capace di stare con qualcuno e impazzirei dopo poco ma adesso proprio avrei voglia, dai dopo un po’ c’è bisogno

E. è una nuova amica e ieri abbiamo chiaccherato e bevuto qualche birra, che dicono aiuti a mandare giù quei bocconi di mesi e giornate ingoiati sconsideratamente, che si bloccano nel torace.

Forse è vero, che che c’è bisogno.

C’è bisogno di qualcuno steso a fianco
che ci annodi mani e piedi incrociando ogni dito
per illudersi che sia davvero lì un unire corpi e teste, debolezze e desideri, contentezze e futuri.

Forse siamo come fili per le trame
e ci immaginiamo arazzi
in disegni colorati con i bordi tutti belli, mal che vada un po’ sfumati.

–  Poi Tazza, almeno tu ti diverti, hai qualcosa a cui pensare, io no e mi annoio. Almeno ci fosse, qualcuno a cui pensare

Forse è vero: ci si cerca.
Ci si ha da completare?

Forse serve un qualcuno per poter combaciare in ognuno degli incastri, per potersi completare, per raggiungere le parti che da soli son distanti
come i gomiti e la bocca.

Però abbiamo troppi nodi e l’incastro non funziona, il disegno non compare e sembriamo scarabocchi.
Ci pensiamo pezzi d’arte poi non lo sappiamo fare, risultiamo senza capi, scooby-doo venuti male.

Scoobydoo_3562