Pensiero della sera

Per essere un grande
grasso (di nuovo ho stoppato le sigarette)
asociale
pallido
molliccio
cumulo informe e fumante (nonostante la carenza di sigarette)
di
potenziale
sprecato

cacca
(meno colorita e sorridente di così)

mi impressiona, quanta gente in gamba – davvero in gamba – pensi che io, in qualche modo sia, un interlocutore interessante. Nel senso che un tizio con cui chiacchieravo qualche minuto fa, ieri era a cena con gente della commissione Nobel. Tutto questo ha un che di ridicolo.

Me lo dice sempre anche la mia amica Caramella, ex coinquilina pugliese.

Giuro, non capisco come tu faccia.

Non so, forse è l’uso indiscriminato di parolacce
forse perché da qualcuno con i miei “occhi innocenti”, non ti aspetti la bestemmia a bruciapelo
ma tant’è.

Vado a leggermi un po’ di biochimica per sentirmi meno sfigata.

Ricette un po’ punk – melanzane pomodoro e mozzarella

In ‘sti giorni non ho cazzi di vivere.

Non per il caldo, a me sudare a cascata più di tanto non turba, ma son momenti da sombrero e saudade, mica da produttività.

Sticazzi.

Qualche sera fa mi ha accompagnata a casa uno dei ragazzi della squadra

– Ti dirò che a volte.. Fai quasi paura, allora non viene sempre spontaneo parlare con te..
– Questo perché tu generalmente sei una capra e spari cazzate senza attaccare il cervello, fai bene a vedermi così 

Non serve un profiler per capire quale delle due voci sia la mia.

Tra i tanti argomenti su cui cago il cazzo al mondo – come sapete – c’è il cibo.

‘Sto ragazzo con cui mi avviavo lungo la strada è pesantemente dermatitico – che poi secondo me è psoriasico ma vabbé – con ‘na panza irragionevolmente gonfia e il tono muscolare di un Teletubbie morto.

Tipo me qualche anno fa, ma io ero comunque più carina.

Mi racconta i suoi disturbi, cazzi e ammazzi, pastiglie di qua e di là ecc

– Ok, ma scusa, la tua panza è ingiustificata, manco con un barile di birra a sera si finisce così a 24 anni, cosa mangi di solito?
– Mah, di tutto.. Carne e pasta, pesce
– E vegetali..?
– Ah no quelli mai: frutta e verdura mi fanno schifo

Ah, non l’avrei mai detto, dai!

Oh, i rugbisti son tutti bambini di due anni:

– Mi fanno schifo i piselli!
– A me piacciono, ma solo freschi o surgelati, quelli in barattolo no
– Eeeh lo so che a te piacciono i piselli

ogni 
volta

la 

stessa 

battuta

(questo era P)

Comunque!, mi sono ripromessa di mandare al tizio qualche spunto per mangiare verdure in modo indolore, quindi son qua che fotografo tutto.. e no, un cazzo: mangio la stessa cosa per settimane, quindi la prossima variante gli arriverà tra un mese, tipo.

Il piatto riproposto da me a me e altri pochi eletti, questa luna è Melanzane in padella pomodoro e mozzarella.

Ci vuol talmente poco a farle che fotografare il procedimento lo avrebbe allungato del 30%.

  1. Mettere su la padella antiaderente
  2. Tagliate meanwhile le melanzane
  3. Mettetele nella padella con coperchio
  4. Tagliate una mozzarella 
  5. Girate le melanzane
  6. Tagliate un pomodoro 
  7. Lavate le stoviglie usate fino adesso
  8. Apponete la mozzarella sulle fette di melanzana e già che ci siete pure il pomoro, coprendo ancora 
  9. Fate passare poco meno di quattro minuti 

Fine della questione.  Al massimo ci stanno sale, olio e origano.

  Ah!, figata – ma non ne avevo in casa – se sopra alla mozzarella, ancora in pentola, date una spolverata di grana e pepe.

Top.

-Proverò!

A voi veder..

Ricette un po’ punk – Cipolle agrodolci

Ieri sera P ha mangiato qui, considerato che se gli dico “Cucino?” risponde “Nooo, mangio dopo” poi arriva a mezzanotte, mangia un bue e va a letto ed è una cosa intollerabile (sono fissata con i pasti frequenti), mi son messa avanti e ho cacciato a cuocere del pollo.

Io il pollo lo metto in padella con due o tre dita d’acqua e basta, così si sgrassa un po’ poi tolgo l’acqua e rimane abbastanza zozzeria in padella per farlo sfrigolare sui due lati gli ultimi cinque minuti.

Avevo quello quasi pronto, una più o meno caponatina preparata a ora di pranzo e insalata, però mi pareva un po’ scialbo come insieme.

– Il pollo è quasi pronto, ci metto un po’ di cipolla e pomodoro?
– Mh, no: preferisco liscio poi al massimo condirlo dopo

ma un senso di incompiutezza mi attanagliava.

– Ma se ci metto un po’ di cipolla e salsa di soia?
– Ma basta con ‘sta mania di mettere la soia dappertutto che mi fa ca-ga-re!
– Uuuh, spé, vado di là a fare ‘na roba tipo come la faceva una mia amica, al massimo te non la mangi

Ho messo a sfrigolare in padella con un po’ d’olio una cipolla di Tropea, in un bicchiere a parte un cucchiaio e mezzo di miele di fiori e l’ho coperto di salsa di soia Tamari (senza glutine) e aggiunto un po’ d’acqua a caso.

Quando la cipolla è appassita ho aggiunto l’intruglio, aspettato che iniziasse a fare le bolle e aggiunto due dei pezzi di pollo più piccoli che stavano nell’altra padella (una coscia e una sovracoscia, il quarto posteriore intero è troppo grande)

Alla fine P ha dovuto riconoscere che era una figata

– Buono così, perché anche se ne hai messa tanta la soia non si sente 

Sè, ciao.

Oggi ne ho fatto un altro po’ a parte che stasera viene a cena un mio amico moltobbello che non mangia cipolla e voglio vedere se riesco a convertirlo.

Mi son scordata di fare le foto delle prime fasi quindi questa è la cipolla appassita con l’intruglio già aggiunto ma insomma: non serve un Nobel per farcela 
La sbobba quasi pronta  

La sbobba sulla mia merenda delle quattro e mezza del pomeriggio  

  (però il pollo non ce l’ho saltato dentro a ‘sto giro che avevo troppa fame)

e la sbobba da sola  

 

Figo, non fosse che c’è una svangata di miele, la mangerei a cucchiaiate.

Edit: mando l’ultima foto a P, risposta:

Si è otturato? 😬😬