Para dura

Ho la testa annodata di roba che non riesco a tirare fuori: è troppo piena e il contenuto non passa e se cerco di tirare un filo per dipanare la massa, ottengo solo che si allacci più stretta. massa

Ho una cosa da concludere, non voglio rischiare di dover non sapere mai cosa sarebbe potuta diventare.
Il resto, l’ho lasciato stare. Non importa che penso ancora quanto vorrei passare con lui un’altra giornata, è una nostalgia forzata. C’era poco da fare, non ci andava di faticare.

Comunque sono felice e non penso mi fosse ancora successo. Esserlo, non è una magia vuota colorata in modo gioioso: è un pendio scivoloso e non l’avrei mai ammesso fino a quando ho capito che l’aver avuto torto in quasi ogni convinzione è una cosa con cui si fa pace quando il cuore è tranquillo e la mente sa e tace.

Stanotte ho fatto un brutto sogno, di quelli che ti svegli e hai il cuore spezzato e ci ho messo un paio d’ore a sistemarlo: non si era proprio rotto, solo ammaccato
sbattendo contro al fatto che sei un incubo di cui ho bisogno, a metà strada tra il niente e il passato

 

Fili e gomiti

– Non so Tazza, è che dopo tanto tempo io ho proprio voglia di qualcuno. Domani sera ho una cena e saremo in nove, indovina perché? Esatto, tutti in coppia tranne me. Poi è vero che sto bene eh, non mi lamento, ma a volte viene voglia. E non lo so, probabilmente non sarei neanche più capace di stare con qualcuno e impazzirei dopo poco ma adesso proprio avrei voglia, dai dopo un po’ c’è bisogno

E. è una nuova amica e ieri abbiamo chiaccherato e bevuto qualche birra, che dicono aiuti a mandare giù quei bocconi di mesi e giornate ingoiati sconsideratamente, che si bloccano nel torace.

Forse è vero, che che c’è bisogno.

C’è bisogno di qualcuno steso a fianco
che ci annodi mani e piedi incrociando ogni dito
per illudersi che sia davvero lì un unire corpi e teste, debolezze e desideri, contentezze e futuri.

Forse siamo come fili per le trame
e ci immaginiamo arazzi
in disegni colorati con i bordi tutti belli, mal che vada un po’ sfumati.

–  Poi Tazza, almeno tu ti diverti, hai qualcosa a cui pensare, io no e mi annoio. Almeno ci fosse, qualcuno a cui pensare

Forse è vero: ci si cerca.
Ci si ha da completare?

Forse serve un qualcuno per poter combaciare in ognuno degli incastri, per potersi completare, per raggiungere le parti che da soli son distanti
come i gomiti e la bocca.

Però abbiamo troppi nodi e l’incastro non funziona, il disegno non compare e sembriamo scarabocchi.
Ci pensiamo pezzi d’arte poi non lo sappiamo fare, risultiamo senza capi, scooby-doo venuti male.

Scoobydoo_3562